Alessandro Di Battista, quando era un grande attivista del Movimento 5 Stelle, fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, veniva considerato come il principale esponente dell’ala movimentista e radicale della formazione politica.
Il percorso nel Movimento 5 Stelle
Durante il primo governo Conte, quello denominato gialloverde per i colori dei due partiti che lo componevano, criticava spesso e volentieri la Lega e soprattutto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, leader del partito partner di governo del movimento. Anche durante il governo Conte II, quello noto come giallorosso, si esprimeva in modo severo nei confronti del Partito Democratico e anche dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, leader di Italia Viva.
Successivamente si oppose all’ipotesi di un’alleanza organica con il PD, dichiarando che il M5S avrebbe dovuto rimanere sempre autonomo e alternativo, sia al centrodestra che al centrosinistra. Di Battista difese a spada tratta il ruolo di Davide Casaleggio e della sua piattaforma Rousseau, e si oppose duramente all’ipotesi di abolire il vincolo del doppio mandato per i parlamentari grillini.
Il suo percorso politico si separa nettamente da quello di Beppe Grillo e soprattutto da Luigi Di Maio quando, il 3 febbraio 2021, si schierò contro l’ingresso del Movimento 5 Stelle in un governo guidato dall’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. L’11 febbraio, dopo il voto positivo sull’entrata del M5S nel governo Draghi sulla piattaforma Rousseau, annunciò, con un videomessaggio pubblicato su Facebook, l’intenzione di abbandonare il Movimento 5 Stelle dopo una dozzina di anni passati tra militanza e attivismo. Dopo pochi giorni, e precisamente il 22 febbraio, Di Battista conferma di non essere più iscritto alla piattaforma Rousseau e al movimento grillino.
La nascita di Schierarsi
Il 30 ottobre 2021 a Siena iniziò un tour di opposizione extraparlamentare al governo Draghi, chiamato Su la testa, trattando la questione del fallimento della Banca Monte dei Paschi di Siena. Il 23 giugno 2022 dichiarò in un’intervista che avrebbe potuto riavvicinarsi al M5S solo se lo stesso si fosse collocato all’opposizione del governo Draghi. Tuttavia, il 9 agosto seguente, dopo la fine dell’esecutivo e con le elezioni anticipate indette per il 25 settembre, non volle rientrare e quindi ricandidarsi con il movimento, perché a suo giudizio non ci sarebbero state le condizioni.
Così decise di fondare, assieme ad altri, nell’aprile del 2023, l’associazione Schierarsi, di cui è ancora vicepresidente e con la quale subito si impegnò nella raccolta delle firme per indire alcune petizioni e referendum sulla sanità pubblica, contro l’invio di armi all’Ucraina e per il riconoscimento dello Stato di Palestina.
Per Di Battista la politica non può essere una professione, perché le professioni necessariamente devono essere altre e soprattutto perché pensare alla politica come professione può diventare una forma di auto-ricatto. Secondo l’ex deputato grillino, infatti, una persona potrebbe decidere di non schierarsi per non subire contraccolpi sul piano personale e professionale e, in questo modo, se si pensasse di stare tutta la vita nel Palazzo solo per difendere il posto di lavoro, si finirebbe per dire dei sì che assolutamente non si dovrebbero dire e, al contempo, non esplicitare i no che invece occorrerebbero.
Le idee e gli obiettivi
Secondo Di Battista, per questo motivo in Italia esiste un pericoloso conformismo che induce spesso a compromessi deleteri nella politica, un settore che invece riguarda da vicino la vita di tutti. Alessandro Di Battista, a Marina di Massa, ha svolto il primo convegno dell’associazione Schierarsi, assieme al presidente Luca Di Giuseppe e ai primi iscritti e simpatizzanti.
Di Battista, per l’associazione Schierarsi, ha voluto una struttura orizzontale, per cercare di ricostruire una partecipazione civile e diventare uno strumento per determinare gruppi territoriali, costruire progetti e organizzare attività, lasciando le chiacchiere ai partiti, senza pensare di costituirne un altro. Di Battista è consapevole di essersi conquistato in Italia una certa credibilità, ma con la sua associazione vuole assumere posizioni nette, che non siano democristiane, schierandosi appunto sulle questioni internazionali più importanti.
L’associazione si deve porre l’obiettivo di coinvolgere gruppi di cittadini nella costruzione di proposte e progetti nell’interesse del Paese e il nome dell’associazione, “Schierarsi”, non è stato scelto a caso, perché in questo periodo storico di grande conformismo è necessario assumere posizioni chiare su temi nazionali e globali. Gli argomenti da trattare sono sostenibilità, pace, autodeterminazione dei popoli e lotta alla criminalità organizzata. Uno dei progetti, secondo Di Battista, deve essere quello di costruire una casa farmaceutica pubblica, perché dopo l’epidemia da Covid-19 questo istituto è stato già realizzato in alcuni Paesi, distribuendo medicinali con oculatezza.
Le ipotesi politiche
Adesso però si dice che, dopo l’estate, l’associazione Schierarsi potrebbe fare il grande salto nell’agone politico, partecipando alle eventuali primarie del campo largo o in modo autonomo, fuori da tutti gli schieramenti. Il presidente Luca Di Giuseppe segue le indicazioni di Alessandro Di Battista, dichiarando testualmente in un’intervista a Uffpost: “Facciamo attivismo fuori dalle istituzioni”.
In ogni caso il volto del presidente dell’associazione Schierarsi inizia a vedersi nei dibattiti televisivi, fatto che potrebbe rappresentare un primo passo verso una possibile candidatura alle eventuali primarie o direttamente alle prossime elezioni politiche. Di Battista potrebbe coinvolgere nel progetto di Schierarsi il magistrato Nino Di Matteo, anche se il pubblico ministero per il momento non si mostra interessato alla candidatura e tiene a precisare di aver semplicemente condiviso con Schierarsi alcuni momenti di eventi e convegni per illustrare le ragioni del No all’ultimo referendum costituzionale sulla giustizia.
Ovviamente lo scenario politico da qui a settembre potrebbe cambiare ancora molto e quindi, effettivamente, la campagna elettorale potrebbe arricchirsi di un nuovo e interessante competitor come Di Matteo, Di Giuseppe o lo stesso ex deputato grillino. La pagina Facebook di Di Battista, con circa due milioni di follower, potrebbe essere una buona base di partenza per la campagna elettorale e soprattutto per aggiornare i temi trattati dall’associazione Schierarsi, che riguardano soprattutto la situazione in Medio Oriente, con la critica alle politiche di Israele e a quelle degli Stati Uniti.
I rapporti e le collaborazioni
Alessandro Di Battista potrebbe raccogliere consensi nel mondo dei 5 Stelle, che da qualche anno si sente orfano di Beppe Grillo, e potrebbe recuperare alla causa anche qualcuno dello stesso movimento. Di Battista, in effetti, pur mantenendosi lontano dalla politica elettiva, ha mantenuto i rapporti con l’ala cosiddetta più “pura” dei 5 Stelle, ed è in stretto contatto con l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi e gli altri consiglieri romani del movimento grillino.
Anche la deputata dei 5 Stelle Stefania Ascari è legata a Di Battista, mostrandosi sempre molto attenta alla questione della Palestina, condividendo diverse iniziative su Gaza. La deputata è stata duramente criticata per aver partecipato con Di Battista ad alcune iniziative legate al giro di Mohammed Hannoun, indagato per presunti legami con Hamas, ma al momento non risulta coinvolta ancora concretamente nel progetto di Schierarsi.
Reportage, libri e teatro
Dopo aver realizzato alcuni reportage all’estero e documentari per TV Loft e Sky Atlantic, Alessandro Di Battista ha scritto pure diversi libri. Dall’agosto 2020 ha iniziato a collaborare anche con The Post Internazionale, realizzando inoltre, nel giugno 2022, per Il Fatto Quotidiano del direttore Travaglio, una serie di podcast, Ostinati e contrari, in cui intervista personaggi come Zdeněk Zeman, Alessandro Barbero, Moni Ovadia, Barbara Spinelli, Marina Conte, Toni Capuozzo e Ilaria Cucchi.
Dal 2022 scrive articoli e reportage per le riviste L’Indipendente e Il Millimetro e dal 2023 comincia anche a fare attività teatrale con lo spettacolo Assange, colpirne uno per educarne cento, in cui ripercorre le vicende del giornalista Julian Assange. Quest’opera, Assange, colpirne uno per educarne cento, ottiene un grande successo e così Alessandro Di Battista decide di mettere in scena anche la trasposizione teatrale del suo ultimo libro, che appunto si intitola Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza.
Il racconto delle guerre è crudo, coraggioso e fa riflettere sui massacri commessi in nome della civiltà, ma anche sulle incredibili fake news che li hanno permessi e sulla pavidità dei politici europei, soprattutto quelli italiani, che hanno preferito tradire l’interesse generale e i principi costituzionali in favore dell’interesse particolare della grande finanza e dell’industria delle armi. Partendo dal conflitto in Afghanistan, passando attraverso quelli in Iraq e in Libia, Di Battista arriva alla guerra in Ucraina, mostrando come funziona la narrazione bellicista e il sistema mediatico occidentale.
L’ex deputato grillino ricorda la genesi della guerra in Ucraina, nonché del conflitto israelo-palestinese, opponendosi all’uso strumentale dell’antisemitismo e spiegando invece come e perché Israele si sia via via trasformato in un Paese caratterizzato dal fondamentalismo e dal terrorismo di Stato. Infine, dopo aver mostrato e narrato immagini e fatti di Gaza, che il mainstream non ha il coraggio di far vedere e raccontare, l’autore ricorda un paradosso che riguarda la cosiddetta Prima Repubblica italiana. Quel periodo era caratterizzato, almeno in politica estera, da una grande libertà, che purtroppo attualmente risulta impensabile.
L’opera teatrale è praticamente un monologo, della durata quasi di una partita di calcio, circa ottantacinque minuti, e si conclude con un messaggio di speranza, azione e partecipazione, vale a dire una sintesi di quello che è possibile fare per continuare a stare dalla parte dei “dannati della Terra” e, conseguentemente, dalla parte giusta della Storia.


