La legge elettorale, finora approvata solo alla Camera, è ancora un cantiere aperto e anche il nome cambia continuamente: da Melonellum o, secondo il mio conio, Meloncellum, adesso si è passati a Stabilicum, perché, a giudizio della maggioranza di governo, garantirebbe stabilità.
Questa proposta, che appare incostituzionale in vari aspetti, sarà votata a settembre in Senato, con la possibilità dell’introduzione di un sistema parziale di preferenze, ma prevede sempre il fatto molto discutibile che ogni coalizione, in fase di presentazione delle liste, esprima il nome del candidato premier.
Va pure detto che la fase della presentazione sarebbe molto diversa per le forze presenti in Parlamento e per quelle esterne, come, ad esempio, Progetto civico, che dovrebbe raccogliere migliaia di sottoscrizioni a sostegno della lista.
Comunque, il dato politico più rilevante resterebbe l’obbligo, anche per il campo largo, di dover indicare un proprio leader, senza attendere l’esito delle elezioni, il cui risultato, secondo gli attuali sondaggi, darebbe quasi certamente il Partito Democratico come prima forza della coalizione.
Quindi, sarebbe necessario verificare se la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, possa essere il profilo giusto per guidare un potenziale governo a “larghe intese progressiste” nella prossima legislatura.
I sondaggi nel centrosinistra
Gli ultimi sondaggi, espressi da Lab21 sulle eventuali primarie di coalizione del campo largo, sono piuttosto eloquenti in questo senso, perché il 50,2% dei votanti dichiaratisi di centrosinistra punterebbe sull’ex premier Giuseppe Conte come guida della coalizione, piuttosto che su Elly Schlein, accreditata di un modesto 20,4%.
Dietro al duo di testa, rappresentato dai leader del Movimento 5 Stelle e del PD, che al momento, in ogni caso, sarebbero i protagonisti nell’eventualità di una votazione alle primarie del campo largo, sta avanzando, con un dato sorprendente, il leader del neonato Progetto Civico, l’assessore di Roma Alessandro Onorato, con un lusinghiero 11,9% delle preferenze.
Onorato, secondo questo sondaggio, riuscirebbe a battere sia Matteo Renzi, leader di Casa Riformista-Italia Viva, accreditato di un 10,2%, sia il binomio dei leader dell’Alleanza Verdi-Sinistra: Nicola Fratoianni, dato al 4,2%, e Angelo Bonelli, con un dato di poco superiore al 3 per cento.
L’ipotesi Pierluigi Bersani
Ovviamente, resta la possibilità di trovare altre soluzioni per la scelta del candidato premier del centrosinistra e, se sembra sfumata quella della sindaca di Genova, Silvia Salis, avanza nella mente di molti quella dell’ex ministro e leader del PD Pierluigi Bersani.
Infatti, quelli che vorrebbero evitare le primarie del campo largo, per non procurare danni serissimi a una coalizione ancora piuttosto disunita, preferirebbero affidare la leadership a una persona esperta e stimata come Bersani.
Per molti, questa possibilità, invece, viene derubricata semplicemente come un bel sogno di mezza estate, perché il nome di Bersani sarebbe fatto circolare in questi giorni proprio per cercare di mettere tutti d’accordo, evitando il pericoloso scontro tra Conte e Schlein.
In realtà, Bersani piace soprattutto al fronte sinistro della coalizione, anche per la difficoltà di un diniego da parte del Movimento 5 Stelle, dopo l’umiliazione pubblica infertagli da Vito Crimi nel 2013.
Infatti, il portavoce del Movimento disse no, in modo sgarbato, all’ipotesi di un governo con il Partito Democratico, nella famigerata diretta streaming chiesta e ottenuta da Beppe Grillo.
Tutto sommato, la candidatura di Bersani potrebbe andare bene anche ai riformisti del PD, perché darebbe maggiori garanzie politiche rispetto all’ipotesi delle primarie, che alcune componenti del partito non gradiscono.
Bersani può essere considerato una personalità politica capace di tenere salda la barra a sinistra sui temi economici e del welfare e, nello stesso tempo, con l’abilità di saper mantenere una linea europeista e responsabile in politica estera.
Il suo curriculum è ricco sia dal punto di vista dei ruoli di governo sia dal punto di vista politico, con il ruolo di ministro dello Sviluppo economico del governo Prodi e quello di segretario del PD.
Il punto dolente è proprio la mancata vittoria alle elezioni del 2013, che impedì la sua ascesa alla guida del governo. Questa volta, l’ostacolo non sono tanto i voti e l’ostracismo del Movimento 5 Stelle, ma piuttosto il nodo delle primarie, che sembra diventare sempre più complicato per il campo largo.
Il profilo di Onorato
Il possibile candidato outsider delle primarie, Alessandro Onorato, ha iniziato da giovanissimo a confrontarsi con il mondo dell’imprenditoria, riscuotendo credito e ottenendo la fiducia di tutti coloro che ha coinvolto nei suoi primi progetti nel mondo della comunicazione.
Il suo impegno nelle istituzioni si manifesta per la prima volta alle elezioni capitoline del 2006, quando ottiene il ruolo di vicepresidente e assessore a Cultura, Sport, Turismo e Sicurezza dell’allora tredicesimo Municipio di Roma, dopo essersi candidato a consigliere nella sua Ostia, dove è cresciuto professionalmente e politicamente, dimostrando un fortissimo legame con il territorio e una straordinaria tenacia nel voler creare opportunità di crescita e sviluppo.
È stato poi eletto per la prima volta consigliere capitolino nel 2008, a soli 28 anni, e confermato nelle successive consiliature, restando all’opposizione per ben tre mandati.
Da consigliere comunale della Capitale ha sempre difeso i diritti dei lavoratori, promuovendo e sostenendo tutte le iniziative a tutela degli interessi di Roma e dei romani.
Nel 2016 ritorna in modo determinato e convincente nel mondo dell’impresa, creando un format aziendale nel mondo del food, per fare emergere qualità ed eccellenza con la capacità di saperle coniugare con un sano equilibrio economico.
Le sue capacità manageriali sono rafforzate da una notevole abilità nel gestire le pubbliche relazioni, una dote fondamentale in politica, un campo nel quale torna a impegnarsi nel 2021, assumendo il ruolo di coordinatore della Lista Civica Gualtieri Sindaco, che riesce a eleggere ben cinque consiglieri.
Il sindaco neoeletto Gualtieri, a questo punto, lo nomina assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda per Roma Capitale.
Il suo impegno e la sua dedizione sono l’espressione della sua passione per la buona politica, quella capace di trovare soluzioni, quella che traduce le parole in fatti e le opportunità in buone pratiche.
Con lucidità e concretezza riesce a riportare i grandi eventi a Roma, organizzando grandi appuntamenti internazionali di sport, moda e musica.
Onorato, inoltre, promuove un turismo sostenibile, che sappia valorizzare l’enorme patrimonio storico di Roma, e dimostra sempre di essere attento alla legalità, creando strumenti di promozione della pratica sportiva per le categorie più deboli e riuscendo a semplificare i regolamenti e le procedure, per creare quante più opportunità possibili per tutti.
La nascita del progetto
Da qualche tempo, Onorato ha costituito un nuovo soggetto politico, denominato Impegno civico, che sembra avere qualche somiglianza con quel partito dei sindaci che ciclicamente appare e scompare nel dibattito politico italiano.
Il leader e fondatore del nuovo movimento politico, Alessandro Onorato, ha dichiarato di aver raggiunto diecimila adesioni, con il raggiungimento di 685 amministratori e l’organizzazione di 400 comitati civici in tutta Italia, da Bolzano a Caltanissetta, passando di recente pure alla nomina del gruppo dirigente in importanti realtà territoriali come la Campania.
Nel mese di giugno, al Palazzo dei Congressi dell’Eur, Onorato ha affermato come l’obiettivo di Progetto Civico sia quello di creare la gamba cosiddetta “centrista” della coalizione di centrosinistra.
Onorato, però, non ama la definizione di ala moderata per il suo Progetto Civico e preferisce quella di “buon senso”.
Alla presentazione del progetto sono stati presenti l’esponente di Più Europa Riccardo Magi, il segretario nazionale del PSI Enzo Maraio e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Al convegno c’è stato il messaggio del primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, e la presenza in prima fila dei leader Giuseppe Conte ed Elly Schlein.
I due massimi rappresentanti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico possono essere spettatori non neutrali, perché, nel centrosinistra che sfiderà Giorgia Meloni alle prossime elezioni, è ancora tutto da risolvere il tema della leadership della coalizione.
Le primarie del campo
Il leader del Movimento 5 Stelle, attaccato recentemente dal fondatore Beppe Grillo, condivide con Onorato la grande vicinanza all’importante dirigente del PD Goffredo Bettini, che ha fortemente incoraggiato la nascita di Progetto Civico.
Onorato conferma la partecipazione nel caso venissero organizzate le primarie del campo largo e fa capire che potrebbe esserci la sua candidatura.
Nello stesso tempo, Onorato chiarisce come Progetto Civico non sia intenzionato ad alimentare confusioni e conflittualità all’interno del centrosinistra, discutendo inutilmente della possibilità di scegliere tra Schlein, Conte o qualcun altro come leader della coalizione.
Al momento, oltre a una certa freddezza nei rapporti con la segretaria Elly Schlein, non è sfuggita l’assenza di Matteo Renzi alla presentazione di Progetto Civico.
Al Palazzo dei Congressi dell’Eur non è venuta nemmeno la sindaca di Genova, Silvia Salis, ma si è giustificata con il suo impegno all’evento di Bologna, la Repubblica delle Idee.
Identità e programma politico
Progetto Civico Italia può essere definito con l’acronimo PCI, che, in effetti, sembrerebbe trarre in inganno qualche elettore, ma Onorato chiarisce come la sua nascita debba essere intesa soprattutto come l’opportunità di uno spazio politico per i moderati che non si riconoscono nel PD di Elly Schlein, considerandolo troppo a sinistra.
Onorato tende, però, pure a sottolineare la distanza da Pina Picierno, appena uscita dal PD per confluire in un terzo polo definito da lui ininfluente, e anche da una parte dei riformisti dello stesso Partito Democratico.
Onorato se la prende con chi pensa che Progetto Civico possa essere un soggetto politico eterodiretto e, nel suo discorso all’Eur, parla molto di sicurezza, tematica da considerare una priorità del movimento, perché non deve essere assolutamente lasciata alle forze della maggioranza di governo nazionale o alla destra di Vannacci.
Altri punti importanti del programma di Progetto Civico sono la lotta alla burocrazia, sanità, asili nido gratuiti, taglio dell’Irpef sotto i 35 anni e pace, il bene supremo nel mondo, come ha ricordato recentemente lo stesso Papa Leone XIV.
Onorato dichiara pure che nessuno della coalizione del campo largo debba parlare più di patrimoniale, suscitando la reazione stizzita del leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che replica con le seguenti parole: «Vorrei dire con amicizia ad Alessandro Onorato che non ha cominciato benissimo».


