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Bambini e adolescenti, poche semplici regole per una corretta alimentazione – Essere genitori non è semplice, si incappa spesso in errori, seppur si tratti di errori commessi con amore. L’esempio più classico è quello di dimostrare ai propri figli il proprio amore attraverso la generosità delle pietanze. Un grossolano errore che, ripetuto nel tempo, genera cattive abitudini difficili poi da modificare.

Una dieta equilibrata per una corretta crescita e sviluppo

Per una corretta crescita e sviluppo, i più piccoli hanno bisogno di una dieta equilibrata e varia: cinque pasti al giorno e calorie distribuite a seconda dell’età e della conformazione fisica. Stesse regole anche per gli adolescenti.

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Claudia Cinquegrana, nutrizionista quali sono le giuste abitudini alimentari da impartire ai bambini e in quali casi sia opportuno rivolgersi ad un nutrizionista. Di seguito i suoi consigli.

Corretta alimentazione: “E’ importante non condizionare i gusti del bambino”

“A partire dallo svezzamento (o anche autosvezzamento) è importante che i bambini siano indirizzati a mangiare nel modo più vario possibile. E’ fondamentale che i gusti della mamma o del fratellino/sorellina non condizionino il bambino, per cui anche se non si è abituati fino a quel momento a mangiare qualcosa, non è giusto escluderlo in automatico.

Ci sono molti bambini anche di 9-10 anni, che a volte vedo, che non hanno mai assaggiato alcuni cibi. Questo potrebbe essere un problema soprattutto nell’età scolare quando mangiano a mensa e quindi non possono dire “non mi piace, voglio altro”.

Corretta alimentazione: “Tenere sotto controllo gli “sgarri”

Ad oggi soprattutto qui in Campania, abbiamo un altissimo tasso di bambini sovrappeso o peggio obesi che, oltre ad essere vessati e spesso bullizzati per il fisico, vanno incontro a patologie serie e complesse come ad esempio il cosiddetto fegato grasso, ma anche molte altre.

Il poco movimento, l’assunzione indiscriminata di zuccheri, ma soprattutto di grassi saturi e idrogenati, spianano la strada ai nostri bambini verso un futuro di adulti obesi. Oltre alle mamme mi rivolgo alle nonne che spesso tra caramelle e cioccolata, patatine e bevande alla cola,  non si rendono conto che i nipotini mangiano troppo e in modo assolutamente sbagliato.

E allora niente cose dolci? Niente bevande gassate? Niente patatine o hamburger? Vietare queste cose agli adulti è seriamente un problema, figuriamoci ai bambini! Tutto sta nell’equilibrio, occorre  tenere sotto controllo gli “sgarri”, lasciare la libertà ai bambini quando vanno ad una festa, quando sono tra di loro, ma la retta via deve essere perseguita in casa.

“La maggiore difficoltà è quella di coinvolgere la famiglia: i bambini sono più ligi degli adulti!”

Sono vari i pediatri con cui mi interfaccio e che mandano da me il loro paziente in modo da stabilire e iniziare insieme non una dieta intesa in senso stretto, ma un percorso di educazione alimentare. Ricordiamoci che si tratta di pazienti in pieno sviluppo che vivono a contatto con i loro coetanei e che assolutamente non devono sentirsi diversi (il discorso cambia quando ci sono delle patologie serie che richiedono regimi alimentari precisi).

Spesso la principale difficoltà nel percorso alimentare è il confronto con le verdure e i legumi che per vari motivi non sono di gradimento dei bambini. E’ la fantasia allora che prende il sopravvento, in modo che delle simpatiche polpette siano in realtà fatte di lenticchie e non di carne, che le crocchette (anche fritte) siano di merluzzo e non solo di patate, e come questi potrei fare tanti altri esempi. La maggiore difficoltà è quella di coinvolgere la famiglia: i bambini sono più ligi degli adulti!

Adolescenti e Disturbi alimentari

– Dottoressa, quali possono essere i campanelli d’allarme che un genitore non deve assolutamente trascurare?

L’argomento disturbi alimentari (DCA) è molto complesso e molto variegato; quello che vale per un soggetto non sempre vale per l’altro.

Nella mia esperienza adolescenti con disturbi alimentari hanno un minimo comune denominatore: un problema con lo specchio inteso in senso stretto e inteso come i propri occhi, come si vedono. Non sono rari i casi di “emulazione” rispetto una sorella o un fratello più grande che ci è già passato o c’è dentro, di un’amica o di quella star o dell’altra.

La prima cosa che sembra cambiare è lo sguardo e il disinteresse verso la quotidianità, ma anche un’ossessione quasi convulsiva nel riuscire al meglio nelle cose. Nelle mie pazienti ho notato sempre questo: bravissime a scuola, diligenti a casa, ottime amiche e spesso artiste. Difficile dimenticare lo sguardo di sfida quando salgono sulla bilancia o ti spiegano cosa hanno (o non hanno mangiato).

“Esiste un mondo che viaggia nell’etere, capace di travolgere, coinvolgere e sconvolgere i ragazzi”

Il genitore spesso associa il non terminare il piatto ad un capriccio, il vestire in modo largo e coprente alla nuova moda dei ragazzi, il rimanere in casa e socializzare poco all’età, il correre in bagno subito dopo il pasto a un’abitudine per smanettare sul cellulare. Questi sono piccoli segnali, ma vi rimando a letture specialistiche per approfondire il tema.

Un consiglio che mi sento di dare è di controllare le cronologie delle ricerche al PC o delle applicazioni scaricate sugli smartphone; esiste un mondo che viaggia nell’etere, capace di travolgere, coinvolgere e sconvolgere i ragazzi.

L’età media di chi ha disturbi si è abbassata molto. Ho visto ragazzini di 10-12 anni cominciare ad avere ansia da peso, e “pregarmi” di non farli ingrassare, anzi magari di farli dimagrire pur essendo assolutamente normopeso.

Quanto detto fino ad ora rientra nella mia esperienza, ma il settore è assolutamente complesso e delicato e anche io cerco sempre di essere aiutata o collaborare con una figura quale lo psicologo e anche confrontarmi con colleghi specialisti del settore.

 

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