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L’angolo del Nerd e dell’Otaku – Swamp Thing di Alan Moore

Il biologo Alec Holland è uno scienziato che lavora su di una formula per potenziare la crescita delle piante. Holland, che si è costruito un laboratorio in una palude, è preso di mira proprio a causa delle sue ricerche. Il suo laboratorio viene distrutto da una bomba e lui viene coinvolto nell’esplosione. Tuttavia Holland, contaminato dalla sua formula, cade nella palude mentre sta bruciando. Questa serie di avvenimenti causa la trasformazione di Holland in Swamp thing.

Qualcuno penserà: quindi Alan Moore ha creato anche Swamp thing. In realtà  l’idea del personaggio, venne a Len Wein e Bernie Wrighston nel 1971. Ma le sue origini vennero considerate troppo banali. Tuttavia il disegnatore Joe Orlando rimase affascinato dal personaggio e decise di ridisegnarne le origini.

La serie andò in stampa fra alti e bassi ma, nonostante un film diretto da Wes Craven del 1982, che ebbe un buon successo, iniziò a languire. Tanto che Orlando abbandonò la serie. Len Wein decise allora di contattare lo scrittore Alan Moore. Nonostante qualche problema iniziale (Moore, pensando ad uno scherzo, riattaccò il telefono in faccia a Wein quando quest’ultimo si presentò) l’autore inglese accettò.

E rivoluzionò completamente il personaggio. Secondo Moore il rinnovamento della saga passava innanzitutto eliminando alcune ingenuità del fumetto. Ingenuità usate troppo spesso, come ad esempio il punto esclamativo a fine frase. E quindi portare il processo creativo a un nuovo e più importante livello: era necessario che la collaborazione fosse a doppio senso, invitando quindi i due disegnatori a proporre correzioni alle sue idee, ma anche a proporne di nuove, il tutto all’interno di un metodo di lavoro consolidato da anni: Moore, infatti, era solito prima immaginare la vicenda, quindi suddividerla in scene e poi descrivere ogni singola vignetta dettagliatamente.

Il cambiamento piacque molto a pubblico e critica (io personalmente colloco il ciclo di Alan Moore fra le mie opere preferite in generale, non solo in ambito fumettistico). Il personaggio di Swamp Thing si rivestì di un aura mistica, ben delineata dall’autore di V per Vendetta. Infatti Moore, re prima cosa, eliminò del tutto ogni riferimento ad Alec Holland, concentrando tutte le energie proprio sul mostro. Particolarmente apprezzabili sono gli sforzi letterari. Un esempio su tutti: Swamp Thing, per una serie di motivi, si trova a collaborare con un demone rimatore, un essere con l’abitudine di parlare in rima. Moore usò i versi shakespeariani per rappresentare la sua parlata aulica.

Inoltre Moore creò proprio per questa serie un personaggio diventato altrettanto iconico: il mago inglese John Constantine.

Leggi anche: Leggi anche: L’angolo del Nerd e dell’Otaku – In/Spectre

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