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Fiorentina-Napoli è uno snodo fondamentale per la stagione delle due squadre. Analizziamo il momento viola e quello azzurro: chi sta meglio?

S come Sousa e Sarri

Un monday night ad alto coefficiente di spettacolarità. Una super sfida che sarà uno show. Storie da scrivere. Sogni e speranze. Sarri o Sousa. Stop o sprint. Una gara che nasce sotto il segno della lettera S. La esse di sconfitta, quella che vuole evitare la Fiorentina per non vedere invaso, da Roma e Inter, il regno del terzo posto che sta conquistando e difendendo con le unghie, giornata dopo giornata. La esse di sconfitta, quella il cui pensiero sta iniziando a tormentare le ambizioni del Napoli, impaurita dall’eventuale allungo della Juventus e dall’avvicinarsi impavido proprio dei viola.

S come successo: per i gigliati significherebbe affermazione di tutto ciò che Paulo Sousa sta costruendo fin qui ed aprirebbe scenari (altra parola con la esse) davvero interessanti, cestinando la batosta londinese di coppa; per gli azzurri sarebbe il rilancio dopo un periodo difficile, tra Serie A ed eliminazione dall’Europa League, e rappresenterebbe la pietra tombale, almeno, sul secondo posto, con la speranza che la Juve venga bloccata nell’altro big match dall’Inter. In quel caso, sarebbe sorpasso. La S più attesa dai tifosi partenopei visto che l’altra, quella per ora impronunciabile, continua a rimanere un tabù. Destini incrociati in un turno che si preannuncia come uno dei più suggestivi (…S…) degli ultimi anni.

Fiorentina, rialzarsi dopo Londra

L’ambiente viola non pare tanto colpito, dal punto di vista del morale, dall’eliminazione subìta per mano di un Tottenham nettamente superiore. Certo, il 3-0 del White Hart Lane non è qualcosa di cui andare fieri ma il morale della squadra è concentrato sull’obiettivo principale: la figuraccia europea può essere cancellata soltanto con una grande prestazione contro il Napoli. Seguendo il clamoroso errore mentale tipicamente italico, l’Europa League, in questo momento della stagione, sembrava quasi fosse un ostacolo verso quel terzo posto tanto desiderato dalla famiglia Della Valle e dalla tifoseria viola. L’alibi dell’avversario fortissimo incrociato già ai sedicesimi di finale, poi, ha fatto il resto nella testa dei giocatori.

L’unico realmente deluso da questo ko sembra essere proprio Paulo Sousa che, nella doppia sfida, non ha certamente mostrato atteggiamenti snob o superficiali. In campo ha schierato sempre la miglior Fiorentina possibile. In cambio, non ha ricevuto il risultato che immaginava. Alcuni giocatori cardine non sono più smaglianti e brillanti come ad un certo punto della stagione. Ilicic sembra tornato quello indolente ed inefficace di qualche anno fa. Con il Napoli potrebbe finire in panchina, dopo esser partito titolare ed aver deluso a Londra nei 61′ giocati. Anche Kalinic, a parte la rete a Bergamo nel finale di gara, ha perso incisività. C’è curiosità intorno alla formazione che il tecnico portoghese deciderà di mandare in campo lunedì sera. Con Zarate ancora out per squalifica (potrebbe tornare contro la Roma se verrà accolto il ricorso), Sousa potrebbe confermare il croato al centro dell’attacco. A sostenerlo potrebbero esserci Tello e Mati Fernandez. Ma attenzione anche a Babacar che ha assistito dalla panchina all’imbarcata inglese. Potrebbe riposare Badelj, ancora lontano dalla forma migliore dopo il lungo infortunio. Tatarusanu, Astori, Rodriguez, Alonso, Vecino, Valero e Bernardeschi sono quelli sicuri di un posto nell’undici di partenza.

Higuain, un “peso” da eliminare

Per uno che ha segnato 24 gol in campionato parlare di astinenza o di “crisi” sembra addirittura irrispettoso verso chi ne capisce almeno un po’ di pallone. Figuriamoci additare questa leggera flessione ad un chilo e mezzo in più sul groppone di Gonzalo Higuain. L’argentino, abituato a farlo di mestiere, eliminerà presto il “peso” del gol. Aurelio De Laurentiis, anche stavolta, poteva davvero risparmiarsela. Battuta infelice, frase fuori luogo, considerazione inopportuna: chiamatela come volete. Che senso ha, in un momento così importante, tirare in ballo (senza nessuna domanda diretta) il pesoforma del calciatore più forte e determinante che hai in rosa? Se era un tentativo di distogliere l’attenzione dall’eliminazione in Europa League o dal primo posto perso in campionato… beh, è stato assolutamente fallito. Diciamolo chiaramente: il Napoli aveva tutte le carte in regola per arrivare almeno ai quarti di finale della coppa europea. Inutile nascondersi, pur riconoscendo la forza del Villareal. Gli azzurri hanno deluso, il percorso continentale è finito troppo presto.

Il lato del bicchiere mezzo pieno corrisponde, certamente, alla valutazione di un Napoli che, adesso, può concentrarsi unicamente sull’obiettivo scudetto. In caso, però, di mancato raggiungimento del primo posto, questo elemento potrebbe rappresentare un boomerang sull’analisi generale della stagione partenopea. L’esame fiorentino arriva in un periodo ambiguo: può sia funzionare come molla per la testa degli uomini di Sarri ma esiste, nell’opposta ipotesi, la possibilità che spezzi irreversibilmente l’umore azzurro. Nulla ovviamente sarà deciso in caso di vittoria sulla Fiorentina o compromesso nell’eventualità di un ko. Ma il crocevia è di fondamentale influenza. Lunedì sera, intorno alle 22.50, capiremo molto di più sul destino del Napoli.

Probabili formazioni:
Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu, Astori, Rodriguez, Roncaglia; Alonso, Vecino, Borja Valero, Bernardeschi; Tello, Mati Fernandez; Kalinic.

Napoli (4-3-3): Reina, Hysaj, Koulibaly, Albiol, Ghoulam; Jorginho, Allan, Hamsik; Insigne, Higuain, Callejon.

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