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Di seguito le pagelle di Lazio-Sampdoria. Konko disastroso, Djordjevic inesistente. Radu diligente, Matri capitalizzatore

Marchetti  5.0  –  Meriterebbe il S.V. visto che non è mai operoso per tutta la gara ma riesce a farsi male da solo anche quando ci sarebbe da esultare. Il problema è che lui esulta troppo, quasi come se non ci credesse (e non è il solo!) che la Lazio è in vantaggio. Sta di fatto che consegna le chiavi della porta a Berisha per gli ultimi 10 minuti… ecco il perché del voto! (dall’81’Berisha 4.0 – Stasera sarebbe riuscito a rovinare anche il Miracolo a San Gennaro! In 10 minuti ha dato il meglio, anzi il peggio di sé, dapprima con un’ uscita alla Tarzan, quello interpretato da Raimondo Vianello però, poi facendo un fallo al limite dell’espulsione che ci poteva stare e regalando l’unica chance alla Sampdoria per pareggiare. Cosa che prontamente ha fatto!)

Konko 4.0 – Nel primo tempo sembra propositivo e cerca di non far rimpiangere Basta ma è servito col contagocce e nelle poche sovrapposizioni che fa, viene quasi sempre ignorato da Candreva. Nel secondo tempo decide di starsene buono a racimolare il suo 6 politico ma al 90’ invece di buttare un cross al centro decide di fare la frittata. Dal suo erroraccio parte l’azione che porta la Sampdoria al pareggio. Occasione persa.    

Gentiletti 5.0 – “È lento”. Ah ok, lo abbiamo già detto. “È macchinoso”. Anche questo lo abbiamo già detto. “Sbaglia anche i passaggi più elementari”. Abbiamo detto anche questo? E allora che ne parliamo a fare?

Hoedt 5.0 –  Potrebbe prendere la sufficienza, poi però entra Muriel e lui inizia a camminare sui carboni ardenti tipo Giucas Casella che poi andò ricoverato all’ospedale. Peccato che a furia di guardarlo giocare qualche tifoso rischia di andarci davvero, all’ospedale, per crampi allo stomaco e dolori di fegato!

Radu 6.5 – Partita diligente del rumeno. In difesa non sbaglia nulla anche se è agevolato dal poco gioco dei blucerchiati. Si propone spesso in sovrapposizione ed è suo il crosso perfetto che diventa l’assist per il momentaneo gol del vantaggio di Matri. Lampo di luce!

Parolo 5.0 –  Niente da fare, quest’anno non ne vuole proprio sapere di cambiare marcia. Tanto si può arrivare al traguardo anche con la seconda, no? Il motore però soffre e con esso tutta la macchina!

Biglia 5.5 – Stesso discorso di Parolo, con l’attenuante che nel centrocampo dei fantasmi (Parolo e Cataldi), deve sobbarcarsi tutto lui, dall’interdizione (molta) alla costruzione di gioco (poca). Avrebbe bisogno di compagni di reparto più volitivi.

Cataldi 4.0 – Chi l’ha visto? (Dal 46’ Felipe Anderson 6.0 – Con lui in campo si torna quantomeno 11 contro 11. I suoi giochetti sono ormai cosa risaputa, anche se la sua presenza dà un pizzico di vivacità in più, la stessa della fiamma di un lumino agitato dal vento in un cimitero).

Candreva 6.0 –  Merita la sufficienza, anche se le sue punizioni hanno veramente esasperato. L’ultimo gol che ricordo su calcio piazzato (non calcio di rigore) è quello contro “saponetta” Goichoechea in un derby, ma appunto lì c’era un portiere d’albergo a difendere i pali della Roma. Ma almeno centrasse la porta! Comunque ci mette tanto impegno, corre a tutto campo ed almeno è uno dei pochi ad uscire con la maglia sudata.

Djordjevic 4.5 – Perché gioca a calcio questa persona? Non poteva scegliere un altro mestiere? Cosa racconterà un domani ai suoi figli quando appenderà (finalmente!) le scarpe al chiodo? “Sai, papà era un attaccante, figliolo!”. “Papà facevi molti gol allora?”. “Gol? A letto immediatamente e senza cena! Vorrei proprio sapere chi gliele insegna queste parolacce!”

Klose 5.0 –  Ricordate la scena finale degli episodi del telefilm “L’incredibile Hulk” negli anni ’80 interpretato da Lou Ferrigno? L’attore rimaneva quasi sempre solo e andava via con il sottofondo di una musica triste e sommessa di un pianoforte. Ecco, Klose mi ricorda quella scena. Un giocatore che ormai ha dato tutto quello che poteva al calcio e che ora aspetta solo i titoli di coda (dal 65’ Matri  6.5 [IL MIGLIORE] – Tutti si aspettavano che entrasse al posto di Djordjevic, a dire il vero, ma a parte questo entra col piglio giusto nel match e capitalizza al meglio l’unica occasione che ha. Con i piedi non è un fulmine di guerra, ma questo si sa da tempo, di testa sa farsi rispettare in area ed è proprio di testa che trova un gran gol su imbucata di Radu. Peccato che i compagni del reparto arretrato gli rovinino il lavoro).

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