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Nei play-out Triestina vs Liventina termina 1-1 dopo i supplementari. Ora Milanese può programmare la prossima stagione

Che ci fosse da soffrire lo si sapeva, che ci fosse da soffrire fino al 123′ lo si temeva. Così è stato, ma alla fine la Triestina è riuscita a strappare una salvezza che fino a poco tempo fa era impensabile e la squadra ha potuto finalmente esultare davanti ai propri tifosi, accorsi in oltre 5000 a sostenerla a dispetto della calda domenica estiva.
Tra le file dei padroni di casa mister Bordin può finalmente contare sul pieno organico, mentre negli ospiti sorprende la decisione di lasciare inizialmente panchina il bomber Vianello (17 reti in questo campionato).
La partita inizia su ritmi bassi, con i padroni di casa che gestiscono la situazione, forti del doppio risultato a disposizione. La Liventina da parte sua sembra voler riservare per i minuti finali l’assalto alla porta alabardata. Le conclusioni, poche, arrivano dalla distanza e l’unica vera occasione è il colpo di testa di poco alto del capitano alabardato Piscopo su azione da palla inattiva.
Blando anche l’avvio di ripresa, poi, al 67′, bel lancio in profondità per Giordani che anticipa il portiere avversario Rossi e insacca, ma il secondo assistente del direttore di gara segnala correttamente la posizione irregolare dell’attaccante romano.
All’84’ primo possibile match point per l’Unione: bel cross da sinistra di Dalla Riva, di testa la prende ancora Piscopo in tuffo, ma Rossi è bravo a salvare sulla linea. Sulla respinta del portiere il neo entrato Cuppone calcia clamorosamente sulla traversa, con il pallone che rimbalza sulla linea di porta e non entra.
La seconda grande occasione arriva pochi minuti più tardi ancora con Cuppone, che da ottima posizione spara sul portiere in uscita. Negli ultimi minuti gli ospiti provano a beffare i giuliani e all’ultimo respiro Vezzani in tuffo plastico deve togliere il pallone dal sette.
I tempi supplementari iniziano nella miglior maniera possibile per la Triestina. Dopo soli 2 minuti clamoroso errore di Cofini, Cuppone prende posizione sul difensore ospite e si lascia cadere in area: calcio di rigore. Dal dischetto si presenta il rigorista Dalla Riva, che calcia sulla sinistra; Rossi intuisce e tocca il pallone, che entra comunque in rete per l’1-0 alabardato. I padroni di casa gestiscono bene, ma all’ultimo minuto del 1°ts Vezzani stende ingenuamente Sonci in area e il signor Luciani della sezione di Roma1 indica senza indugi il dischetto. Vianello però non è freddo e spara il pallone in curva. L’episodio sembra dare un indirizzo ben preciso alla gara e in effetti negli ultimi 15′ la Liventina, pur gettatasi in avanti con la forza della disperazione, non crea grossi pericoli a Vezzani.
Al 114′ ancora Cuppone ha sui piedi il pallone per uccidere la partita, ma dopo un’involata di 30 metri in solitaria non ha la lucidità di superare il portiere avversario e spreca clamorosamente. L’errore rischia di pesare. Cresce il nervosismo, Fantina viene espulso dalla panchina e al 119′ la Liventina riapre il discorso salvezza trovando con Gardin di testa la rete dell’1-1. Nei 3′ di recupero però l’Unione regge e può festeggiare la permanenza in serie D sotto quella curva a cui va buona parte del merito di questa salvezza per quanto fatto negli ultimi travagliati 12 mesi.
Per il futuro Mauro Milanese e il suo entourage sono già all’opera per ricostruire le basi della società e della squadra, in attesa dell’affiliazione ufficiale alla federazione, possibile dal 1 luglio.
Incerto è ancora il discorso allenatore, poiché Bordin da un lato non ha dato quel cambio di marcia in cui i tifosi speravano, ma dall’altro è difficilmente giudicabile vista la rosa improvvisata che ha avuto a disposizione. Per ambire a migliori risultati (leggasi ritorno tra i professionisti) la maggior parte dei giocatori protagonisti della salvezza infatti non verrà riconfermata, per quanto grata sia nei suoi confronti la tifoseria, in particolare verso coloro che sono arrivati a Trieste già sotto la gestione Pontrelli e che sono rimasti fino alla fine.
Ora però è il momento di festeggiare, con la consapevolezza che da questo momento, con una proprietà finalmente seria, il registro cambierà.

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