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29ª giornanta di Serie A: ancora Tevez per la Juve. Mancano ancora 9 giornate al termine del campionato, ma arrivano i primi verdetti per la prossima Europa

Mentre Tevez porta la Juve più vicino al quarto tricolore consecutivo, è bagarre per i posti in Europa. Il Napoli è fuori dalla corsa Champions? Sicuramente fuori da quella per il secondo posto, ormai distante 9 punti. L’Inter di Mancini ha mancato qualsiasi obiettivo, il Milan torna invece a vincere.

Ecco il resoconto della 29ª giornanta di Serie A:

Roma-Napoli

Ad aprire la 29ª giornanta di Serie A è il big match che vale l’Europa, la Roma di Garcia intenta a mantenere il secondo posto e tagliare fuori dai giochi una pretendente scomoda come il Napoli. La squadra di Benitez è invece all’ultima chiamata, una sconfitta potrebbe definitivamente compromettere la qualificazione in Champions. La squadra di casa orfana di Totti, si affida ad un tridente senza punti di riferimento formato da Ljajic,Florenzi e Iturbe. Gli azzurri partono con Callejon, Mertens e De Guzman alle spalle di Higuain, fa discutere la scelta di Benitez di lasciare ancora una volta fuori Gabbiadini e Hamsik. La partita inizia a ritmi bassi, le due squadre vengono da un periodo negativo e la paura di sbagliare sovrasta la voglia di vincere, nelle battute iniziali il match non regala emozioni. La partita si accende improvvisamente al minuto 25, la Roma riesce a sfruttare un errore difensivo in fascia destra grazie ad Iturbe che penetra in area e pesca il jolly Pjanic che con un destro all’altezza del dischetto indirizza la palla sul primo palo e batte Andujar. Con le reti finalmente violate ci si aspetta spettacolo ma non è così, nel primo tempo sono timide anche le reazioni partenopee. Nella ripresa il Napoli prende in mano il pallino del gioco ma il possesso palla è sterile e De Sencatis è attento nelle poche conclusioni pericolose. Fa discutere la scelta di sostiutire Higuain (forse il migliore dei suoi) al 77′ per Zapata, da li in poi il Napoli non riesce più a rendersi pericoloso e la Roma porta a casa una vittoria che fa morale oltre che classifica. Il Napoli fuori dalla lotta?

Atalanta-Torino

Sfida importantissima da non sbagliare soprattutto per i padroni di casa, alla ricerca di punti per allontanarsi dalla zona calda e staccare il Cagliari terzultimo. Il Toro viaggia ormai sulle ali dell’entusiasmo e gioca ogni gara senza nulla da perdere, questo può essere un vantaggio e quasi sempre giocare senza pressioni aiuta. I bergamaschi forse sentono troppo il match e si vede sin dai primi minuti, quando il toro prende in mano il match e inizia a produrre gioco. Passano 20 minuti e sugli sviluppi di un calci di punizione, Quagliarella lascia partire un missile che trova un colpevole Sportiello in difficoltà sulla traiettoria potente ma centrale, che si spegne sotto la traversa. I padroni di casa subiscono il colpo e sembrano non essere in grado di trovare una reazione, al 39′ su calcio d’angolo il capitano granata Glik punisce ancora la Dea, firmando il settimo gol in campionato. Si va a riposo sullo 0-2 che fa infuriare i tifosi. Nella ripresa l’Atalanta è più determinata e finalmente inizia a creare pericoli per Padelli, inoperoso nella prima frazione. Il gol arriva però solo al 74′ ed è una perla di Mauricio Pinilla, che in avvitamento colpisce in semirovesciata il pallone che termina appena sotto il montante. Nell’ultimo quarto d’ora i nerazzurri spingono senza riuscire a trovare il pareggio, nel finale Basha provca Pinilla che perde le staffe e rifila un calcione al centrocampista granta, entrambi verranno espulsi.

Cagliari-Lazio

Si entra nel rettilineo finale del campionato, ogni gara, soprattuto in casa, deve essere sfruttata dagli uomini di Zeman ancora alla ricerca di punti per allontanarsi dal terzultimo posto che sancisce la retrocessione in B. La Lazio vuole riavvicinarsi alla Roma vittoriosa nel match delle 12:30 e mantenere quel terzo posto così insperato ad inizio stagione. Partono subito meglio i biancocelesti di Pioli, dopo i primi 20 minuti di studio iniziano le occasioni e al 30′ su uno slalom speciale di Felipe Anderson arriva il pallone che Mauri serve su un piatto d’argento al bomber mondiale Klose che da due passi non sbaglia. Il primo tempo si conclude con una lazio arrembante e un cagliari costretto a subire colpi. La ripresa si apre però diversamente, i padroni di casa dopo il colloquio con Zeman negli spogliatoi cambiano ritmo e mettono in difficoltà gli avversari. Al 49′ arriva anche il pareggio di Marco Sau, fortunato su una deviazione a trovare la traiettoria che sorprende Marchetti. Pioli capisce le difficoltà ed indovina il cambio che si rivelerà la mossa vincente. Keita al 59′ subentra a Mauri e dopo solo un minuto si procura un rigore. Dal dischetto va Biglia che trafigge Brkic. Passano 9 minuti, ancora Keita in area viene atterrato da Diakité che sarà anche espulso. Dal dischetto ancora Biglia che questa volta spara però direttamente in curva. Con un uomo in meno il Cagliari non riesce più a creare pericoli e al 92′ arriva anche il punto escalamativo di Parolo che chiude il match.

Fiorentina-Sampdoria

Altra sfida importantissima per l’Europa è quella che va in scena al Franchi. I primi 45′ minuti vedono la pioggia protagonista, grazie anche ad un sistema di drenaggio non dei migliori, il gioco molto tecnico di queste due squadre viene penalizzato dalle condizioni del terreno e questo limita lo spettacolo. Nella ripresa le condizioni sembrano migliorare e anche la partita decolla. La Fiorentina inizia a prendere le misure e schiaccia gli avversari senza però riuscire a trovare il guizzo vincente. Al 61′ è Diamanti che sblocca il risultato, grazie ad un destro al veleno che schizza sul terreno di gioco umido e crea una traettoria imprendibile per viviano. Con il gol del vantaggio la viola prende ancora più consapevolezza dei suoi mezzi e dopo solo 3 minuti raddoppia con il solito Salah, ormai sempre più idolo della tifoseria. A nulla servono i tentativi di Eto’o e Muriel che devono arrendersi al muro viola.

Genoa-Udinese

Gli uomini di Gasperini vogliono tornare alla vittoria e per farlo si opta per l’attacco pesante sorretto da Marco Borriello, finalmente titolare. Dall’altra parte Stramaccioni lascia in panca Di Natale preferendo al suo posto Perica. I padroni di casa partono bene e dopo 19′ minuti sugli sviluppi di una punizione De Maio trova la zampata vincente che sorprende Karnezis, firmando così il suo primo gol stagionale. L’Udinese tenta timite reazioni e solo Widmer riesce a creare pericoli al grifone che però si difende con ordine. Nella ripresa il Genoa prova a chiudere il match ma le occasioni scarseggiano e così gli ospiti riescono ad agguantare il pareggio al 68′ con Thereau, imbeccato molto bene proprio da Widmer. Con il riusltato in pareggio non succede più nulla e la gara termina con un giusto nulla di fatto.

Inter-Parma

Alla vigilia Mancini aveva evidenziato questa gara come un crocevia importantissimo per raggiungere ancora l’Europa. I nerazzurri orfani di Icardi, si affidano al duo Palacio-Puscas, con quest’ultimo preferito a Podolski, supportati da Shqiri. Il match inizia bene per i nerazzurri che prendono campo e trovano anche il gol del vantaggio dopo 25′ con Guarin. Sembra in discesa la strada per l’Inter ma a gelare il San Siro è Lila, che incorna di testa in area di rigore al 44′ ammutolendo il pubblico. Nella ripresa i padroni di casa sembrano aver subito il colpo e sono sterili gli attacchi alla porta difesa da Mirante. Il Parma si difende con ordine e quando può riparte, addirittura sfiora il vantaggio in un paio d’occasioni, alla fine riescono a portare a casa il pareggio. Fa riflettere come l’inter possa essere riuscita a perdere 4 dei 10 punti totali conquistati dal Parma in questa stagione.

Palermo-Milan

Il Palermo di Iachini sembra aver tirato i remi in barca con nessun obiettivo raggiungibile dalla squadra rosanero, con la salvezza mai stata in discussione. Il Milan invece è alle prese con le voci che vorrebbero un cambio di società a partire dalla prossima stagione. Inzaghi è ancora un dubbio e vuole giustamente chiudere dignitosamente quest’annata non fortunata per lui e per i rossoneri. Partono bene gli ospiti che possono contare su un Menez particolarmente ispirato. Al 37′ però è Cerci a far urlare di gioia i tifosi rossoneri, grazie ad un gol abbastanza fortunoso su una respinta corta di Sorrentino. Passano pochi minuti e il Palermo ha una grandissima opportunità per pareggiare con Vazquez, trovato benissimo in area di rigore da Dybala, ma l’italo-argentino fallisce clamorosamente da due passi. Nella ripresa Il Palermo prende pian piano le misure agli avversari e al 72′ si guadagna un rigore che proprio Dybala non sbaglia. Sembra l’ennesima beffa per i rossoneri ma al minuto 83′ Menez conclude in bellezza il suo Show trafiggendo Sorretino e regalando il gol della vittoria ai suoi.

Sassuolo-Chievo

Anche in quel di Reggio Emilia il Sassuolo vuole tornare a guadagnare i 3 punti, questa volta Di Francesco sceglie di partire con Floccari, Berardi, Floro Flores, solo panchina per Zaza. Maran invece si affida alla coppia Paloschi-Meggiorini, solo panchina per Pellissier. Partono meglio i padroni di casa che dopo 23′ minuti si conquistano un calcio di rigore grazie ad un’incursione di Berardi. Lo stesso Berardi dal dischetto trafigge Bizzarri e porta i suoi in vantaggio. Qualche minuto dopo il Chievo ha l’opportunità di pareggiare con Meggiorini, che da un cross proveniente dalla fascia destra, colpisce al volo in modo pazzesco dal limite sinistro dell’area e colpisce in pieno la traversa, un tiro che se fosse entrato avrebbe fatto crollare letteralmente lo stadio. La ripresa è invece povera di emozioni con i neroverdi che si limitano a gestire il vantaggio, con un chievo che non riesce a trovare il bandolo della matassa.

Verona-Cesena

Match spettacolare quello tra Verona e Cesena, che sicuramente ha fatto divertire gli amanti del calcio. dopo 3′ dall’apertura del “sipario” Luca Toni regala la prima emozione, portando in vantaggio i suoi alla primissima occasione. Il Cesena ha bisogno di punti vitali per sperare ancora nella salvezza ma è il Verona a fare la partita, alla mezz’ora è splendido il gol di Juanito Gomez che lascia partire un destro a giro “alla Del Piero” che si spegne sotto l’incrocio. Il primo tempo si conclude con gli scaligeri in meritato vantaggio. Nella ripresa il filone del match non cambia, sono ancora i gialloblu a spingere, al 62′ ancora Luca Toni, con un avvitamento in area di rigore, sigla il gol del 3 a 0 che sembra chiudere definitivamente il match. Da questo momento in poi viene fuori il Cesena. Al 70′ Carbonero indovina un destro da fuori area che fulmina Benussi e toglie la ragnatela dall’incrocio. 7 minuti più tardi il “nano ghiacciato” Brienza, disegna una parabola su punizione imprendibile fissando il risultato sul 3 a 2. Nei minuti finali il Cesena ci crede e all’82’ arriva quello che nessuno si aspettava, in area di rigore Succi tenta una girata che riuslta vincente, 3 a 3.

Juventus-Empoli

Max Allegri alla vigilia è statio chiaro: vincere contro Empoli e Parma per assicurarsi il campionato e vivere in modo migliore il quarto di finale di Champions. L’Empoli di Sarri, per ordine proprio dell’allenatore, proverà a sbancare lo Juventus Stadium, impresa riuscita soltanto all’ Inter di Stramaccioni e alla Samp in campionato. I toscani a dire il vero sembrano non sentire la pressione e rispondono molto bene ai colpi dell’armata bianconera, orfana per questa gara sia di Pogba che di Marchisio e Pirlo. Gli attacchi di Evra e Lichstainer sulle fasce sono arginate e la capolista non riesce a mettere in diffcoltà Sepe. L’Empoli prova qualche ripartenza ma anche Buffon risulta inoperoso nelle prime battute. Al 43′ arriva la svolta, Rugani pressato da Sturaro manda la palla all’indietro, Sepe raccoglie con le mani e per l’arbitro Giacomelli non ci sono dubbi, calcio di punizione in area. Dal punto di battuta, appena dietro l’area piccola, Tevez lascia partire un missile difficilmente fermabile se non dalla rete, che a fatica trattiene il bolide dell’1 a 0. Nella ripresa i bianconeri tentano di legittimare il proprio vantaggio ma è l’Empoli ad avere l’occasione per pareggiare, Pucciarelli imbeccato in area di rigore tenta un colpo di testa velenoso ma un super Buffon riesce a respingere in angolo. Qualche minuto dopo ancora Pucciarelli in area viene fermato da un’uscita miracolosa del capitano Juventino che sradica letteralmente la sfera dai piedi di Pucciarelli pronto a colpire. La Juve aumenta l’intensità ed il solito Tevez ha l’occasione di chiudere il match, ma l’empoli tiene. Solo nei minuti di recupero, al 94′, i tifosi bianconeri tirano un sospiro di sollievo, quando su un tiro di Tevez respinto, si avventa il Tucumano Pereyra che sigla il gol del 2 a 0. Juve sempre più prima e avviata alla conquista del tricolore numero 33.

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