Nuovi sviluppi sulla morte di Michele Noschese, il dj napoletano conosciuto come Godzi, deceduto il 19 luglio 2025 a Ibiza. Secondo il medico legale di parte nominato dalla famiglia, il decesso non sarebbe stato causato da un’overdose, ma dai traumi subiti.
Il parere della famiglia
A contestare la versione ufficiale è il padre, Giuseppe Noschese, che dopo il deposito della perizia ha rotto il silenzio. L’indagine della polizia spagnola si era chiusa rapidamente indicando l’overdose come causa della morte, ma la famiglia non ha mai condiviso questa conclusione.
“Da oggi si deve parlare di tortura perché mio figlio è stato torturato”, ha dichiarato il padre, sostenendo che le responsabilità sarebbero da attribuire agli agenti della Guardia Civil intervenuti quel giorno nell’abitazione del dj.
L’intervento e le accuse
Secondo la ricostruzione, gli agenti sarebbero entrati in casa dopo una segnalazione per musica alta. La famiglia denuncia un intervento ritenuto sproporzionato: “Non avevano un mandato, sono entrati armati e hanno operato in modo da causare la morte di mio figlio”, ha aggiunto il padre.
Il medico parla anche di un possibile accanimento, ipotizzando che gli agenti fossero consapevoli dell’identità della vittima, dj noto a livello internazionale.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto riferito, al momento dei fatti la musica proveniva dal piano terra, dove si trovavano alcuni amici, mentre Noschese era al piano superiore. Alle 8.45 avrebbe chiamato per chiedere di abbassare il volume; alle 9.05 sarebbe morto.
Una dinamica che, secondo la famiglia, non sarebbe compatibile con la tesi dell’overdose.
“Vogliamo giustizia”
La famiglia ha annunciato battaglia per ottenere chiarezza: “È finito il tempo del silenzio. Adesso la verità deve emergere”, ha dichiarato Giuseppe Noschese.
L’obiettivo è fare piena luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità nella morte del dj.


