Pistole, coltelli e oggetti impropri nelle mani di ragazzi sempre più giovani. I dati raccolti nei primi nove mesi del 2026 dai carabinieri di Napoli delineano un fenomeno che coinvolge città e provincia e che emerge anche all’interno delle scuole. L’ultimo episodio segnalato riguarda un 14enne di Terzigno, denunciato dopo essere stato trovato con un coltello dalla lama di 18 centimetri portato in classe.
Il ragazzo avrebbe spiegato di aver preso l’arma dopo un litigio avvenuto il giorno precedente a scuola, sostenendo di volerla utilizzare per difendersi.
I sequestri nel 2026
Secondo un report del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, il numero complessivo delle armi sequestrate risulta sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente. A cambiare sono però i contesti nei quali vengono rinvenute e utilizzate.
Nel corso del 2026 sono 78 i giovanissimi trovati in possesso di pistole, 47 quelli ai quali sono state sequestrate armi da taglio e 103 quelli che avevano oggetti impropri, tra cui tirapugni, mazze e nunchaku.
Nel solo mese di agosto sono state sequestrate 18 armi da fuoco, 14 coltelli e 6 altre armi improprie, con almeno un sequestro al giorno.
Arresti e denunce
Da gennaio a luglio i carabinieri hanno arrestato 42 persone, tra cui due minorenni, nell’ambito dell’attività relativa ai reati commessi con armi. Nello stesso periodo sono state denunciate 138 persone, delle quali 18 minorenni.
Ad agosto si sono aggiunti sei arresti e 17 denunce, con il coinvolgimento anche di un minore.
Gli episodi di violenza
Nei primi nove mesi dell’anno sono stati registrati 62 episodi legati all’utilizzo di armi: tre hanno avuto esito mortale e undici hanno provocato lesioni.
Le armi da taglio sono state invece utilizzate in 45 episodi nel 2026. In un caso la vittima è morta, mentre in altri 25 sono state provocate lesioni gravi.
Tra gli episodi recenti viene ricordato anche il ferimento di un sedicenne, accoltellato alla schiena in piazza Vanvitelli al Vomero nella notte tra il 7 e l’8 settembre.
Armi anche a scuola
Il caso di Terzigno non è isolato. Nel febbraio dello scorso anno, alla scuola media Savio Alfieri di Secondigliano, un tredicenne fu scoperto da un’insegnante mentre mostrava a un compagno una penna-taglierino realizzata artigianalmente.
Le analisi condotte dai carabinieri hanno posto l’attenzione anche sui comportamenti emulativi e sull’utilizzo del web. In alcuni casi le armi vengono acquistate attraverso il dark web, canali Telegram o siti commerciali, per essere successivamente modificate.
La scuola può così diventare uno dei contesti nei quali alcuni ragazzi cercano riconoscimento o appartenenza al gruppo attraverso comportamenti violenti o dimostrativi. Parallelamente, i numeri riportati documentano l’attività di prevenzione e contrasto condotta dalle forze dell’ordine, con particolare attenzione ai minorenni.


