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Il Real Orto Botanico di Napoli è il polmone verde della città, destinato sin dalla sua istituzione all’istruzione del pubblico, alla moltiplicazione delle spezie utili alla salute, all’agricoltura e all’industria

Con questi principi fondamentali fu fondato il 28 dicembre 1807 il Real Orto Botanico di Napoli con decreto di Giuseppe Bonaparte e costruito su alcuni terreni espropriati ai religiosi di Santa Maria della Pace e all’Ospedale della Cava. Progetto supportato inizialmente dal re Ferdinando IV, ma la Rivoluzione Napoletana del 1799 ne rese impossibile la realizzazione. Tal progetto fu portato avanti da due architetti Giuliano de Fazio, autore della facciata monumentale e del viale perpendicolare, della Stufa Temperata, e del viale che porta al Castello e la parte inferiore è opera di Gaspare Maria Paoletti.

Il Castello edificato tra il XVI e XVII secolo fu inglobato nel Real Orto Botanico sia dall’inizio. Per molto tempo ha ospitato il laboratorio, il Museo, l’Erbario e la Biblioteca. Ora è il centro dell’attività tecniche e amministrative dell’Orto e ospita gli uffici, un’officina, vari magazzini e il Museo di Paleobotanica ed Etnobotanica.

La vita del Real Orto Botanico è strettamente connessa ai suoi direttori sin  dal primo Michele Tenore, durante il suo mandato si occupò dell’attività scientifica con la messa coltivazione di molte specie di uso e interesse medico, ma anche piante esotiche e della relazione esterne portate avanti presso le maggiori istituzioni botaniche europee. Alla fine della sua esperienza le specie coltivate erano quasi 9000.

Con Guglielmo Gasparrini secondo direttore si continuò l’opera di miglioramento e s’inserì una nuova area destinata alle piante alpine e costruita una nuova serra riscaldata che sostituì quella precedente detta Stufa Calda. Seguirono anni più complicati nella gestione dell’orto dovute alle difficoltà economiche e con Fridiano Cavara, ebbe nuovo splendore.Egli restaurò alcune strutture e aumentò il numero delle collezioni e istituì la Stazione sperimentale per le piante officinali. Continui aggiornamenti e ampliamenti erano apportati al sito, poi con i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, le sottrazioni di ferro per uso militare, la decisione di mettere a coltura porzioni dell’orto per beni di prima necessità, ne conseguirono che lo scenario che si aprì al nuovo direttore del dopoguerra Giuseppe Catalano, era al quanto disastrato.Competerà a lui ristrutturare le sorti di questo patrimonio pubblico e restituirlo alla cittadinanza.

Il Real Orto botanico conobbe grande slancio negli anni sessanta quando nel 1967 ebbe l’autonomia economica e amministrativa, che portarono a finanziamenti straordinari, furono realizzati varie serre, un impianto di riscaldamento e rete idrica. Importanti aggiornamenti avvennero quindi durante l’epoca meroliana, grazie al direttore Aldo Merola e uno dei segni più visibili del suo comportamento sono la ridisposizione delle aree secondo due criteri: quello sistematico e quello ecologico. A tutt’oggi ancora in uso.

La struttura spesso è scelta per eventi artistici oltre che didattici, infatti, vi suggeriamo un appuntamento “Fiabe di primavera” percorsi teatrali per tutta la famiglia. Le fiabe sono proposte dall’Associazione “I Teatrini” e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e quest’anno sono alla 20° edizione. Ci saranno da sabato 19 marzo fino al 5 giugno, una serie di appuntamenti presentando i migliori titoli per l’infanzia e la gioventù negli spazi del Real Orto Botanico, tra gli ulivi e piante officinali, nel piccolo anfiteatro e Castello dell’Orto.

Ecco le date:

– Il popolo del bosco: sabato 19 e domenica 20 marzo ore 11

-Come Alice :sabato 2/9/16/23 aprile ore 11 e domenica 3/10/17/24  aprile ore 11

– Le favole della saggezza :7/8/14/21/28 maggio  ore 11

-Artù e Merlino (novità):14/21/28 maggio e 4/5 giugno ore 11

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