Dal 1° al 3 marzo 2026 Paestum è tornata a essere uno dei cuori pulsanti del vino italiano con la quindicesima edizione del Paestum Wine Fest 2026, il salone dedicato al business e alla comunicazione del vino che ogni anno (leggi qui della passata edizione) richiama operatori, buyer e stampa specializzata da tutta Italia e dall’estero.
La manifestazione si è svolta presso l’Hotel Ariston di Capaccio Paestum, con apertura dalle 12 alle 20 e una formula sempre più orientata agli incontri professionali tra cantine, distributori e operatori Ho.Re.Ca. In degustazione oltre 1.000 etichette provenienti da tutta Italia con circa 200-250 aziende vitivinicole presenti tra stand e consorzi.
Il festival, ideato da Angelo Zarra e giunto alla sua quindicesima edizione, conferma la propria vocazione come piattaforma di confronto sul futuro del vino: mercato, export, innovazione e sostenibilità sono i temi che attraversano talk, incontri e masterclass dedicate agli operatori del settore.
Molto ricco anche il calendario delle masterclass, guidate da esperti, comunicatori e professionisti della sommellerie, dedicate alle tendenze del mercato, alla distribuzione internazionale e alla valorizzazione dei territori vitivinicoli italiani. Tra banchi d’assaggio e incontri con i produttori abbiamo degustato diverse etichette interessanti, provenienti da territori e tradizioni molto diverse tra loro. Di seguito alcune delle più significative (non tutti i vini degustati sono stati fotografati).
Rosso di Montalcino 2023 – Poggio il Castellare
Vitigno: Sangiovese
Colore rubino limpido. Al naso emergono frutti rossi freschi e fragranti. In bocca è secco, caldo e abbastanza morbido, con un profilo equilibrato e scorrevole che richiama la tipica immediatezza del Rosso di Montalcino.
Brunello di Montalcino 2021 – Poggio il Castellare
Vitigno: Sangiovese
Affinamento di circa 24 mesi tra barrique e botte grande. Al naso frutti rossi maturi, note di cuoio e una leggera componente balsamica. Il sorso è fluido e piacevole, con buona struttura e ottima bevibilità.
Vermentino Macerato 2025 – Fattoria Querciarossa
Vitigno: Vermentino
Versione macerata dal profilo floreale evidente. Il vino esprime un carattere aromatico diretto e una trama gustativa che mantiene freschezza e verticalità.
Vermentino Ancestrale Spumantizzato – Fattoria Querciarossa
Vitigno: Vermentino
Spumante ancestrale sui lieviti dal 2024. In continua evoluzione nel bicchiere. Al naso emergono crosta di pane ed eleganti richiami fermentativi. La bollicina è soffice e fine, con grande piacevolezza di beva.
Ippolito 1845
Tra gli incontri più interessanti del Paestum Wine Fest 2026 c’è stato quello con l’azienda Ippolito 1845, storica cantina di Cirò Marina che rappresenta una vera colonna del vino calabrese. Fondata nel 1845 da Vincenzo Ippolito, l’azienda è oggi considerata la realtà vitivinicola più antica della Calabria e continua a lavorare nel cuore della zona classica del Cirò, tra vigneti che guardano il Mar Ionio e una tradizione che attraversa cinque generazioni di famiglia.
A raccontare questa storia, tra i banchi del festival di Paestum, è stato Paolo Ippolito, anima commerciale e volto autentico dell’azienda. Un incontro diretto, genuino, di quelli che ricordano come il vino sia prima di tutto racconto e territorio. Con semplicità e passione Paolo ha guidato la degustazione delle etichette di casa, spiegando la filosofia che da oltre 170 anni accompagna la famiglia Ippolito: valorizzare i vitigni autoctoni della Calabria – dal Gaglioppo al Greco Bianco fino al Pecorello – senza rincorrere mode ma restando fedeli all’identità della propria terra.
Ne è nata una degustazione intensa e identitaria, capace di raccontare la Calabria del vino attraverso bottiglie che uniscono tradizione e visione contemporanea.
Cirò Bianco Marechiaro – Ippolito 1845
Vitigno: Greco Bianco
Dalla storica cantina calabrese, una delle più antiche della regione. Vino floreale con richiami tropicali e una spiccata acidità che sostiene il sorso. La chiusura marina racconta chiaramente la vicinanza del territorio al mare del Golfo di Taranto.
Pecorello – Ippolito 1845
Vitigno: Pecorello
Vinificazione in acciaio. Agrumato, fresco e marino, con eleganza e una struttura ben definita. Il vitigno, riscoperto dall’azienda con la prima vendemmia nel 2013, mostra grande personalità.
Pescanera 2025 – Ippolito 1845
Vitigno: Greco Nero vinificato in rosato
Rosato agile e dinamico, con una trama minerale e un sorso rapido e scorrevole, ideale per una beva fresca e immediata.
Ripe del Falco 2018 – Ippolito 1845
Vitigno: Gaglioppo
Cirò DOC con affinamento di due anni in botte piccola. Rosso rubino con riflessi granati. Frutti rossi ancora vivi, note balsamiche e grande struttura tannica che promette lunga evoluzione. Un vino iconico dell’azienda, valutato anche da Wine Spectator.
160 Anni – Ippolito 1845
Vitigno: Gaglioppo in purezza
Circa il 30% delle uve viene sottoposto ad appassimento. Rosso carminio intenso con note di frutta rossa e confettura. Bocca piena e strutturata, con richiami di arancia sanguinella e una freschezza sorprendente.
Le Arcaie di San Pio Greco di Tufo Riserva 2024 – Passo delle Tortore
Vitigno: Greco
Affinamento in rovere francese. Vino fresco, elegante e snello, con grande equilibrio tra struttura e agilità gustativa.
Le Arcaie Greco di Tufo DOCG 2022 – Passo delle Tortore
Vitigno: Greco
Versione più classica del vitigno, con un passaggio parziale in legno che dona complessità senza perdere la tipica freschezza territoriale.
Fiano di Avellino DOCG 2025 – Passo delle Tortore
Vitigno: Fiano
Profilo ancora giovane: erbaceo, con pompelmo acerbo e forte sapidità. Poco spazio alle morbidezze, ma grande energia e prospettiva evolutiva.
Chablis – Maison Albert Bichot
Vitigno: Chardonnay
Interpretazione elegante e precisa. Note erbacee e grande pulizia gustativa che raccontano perfettamente lo stile del territorio di Chablis.
Trebbiano Riserva – Masciarelli
Vitigno: Trebbiano
Affinamento in botte. Profumi empireumatici e grande complessità aromatica con una bocca piena e persistente.
Bourgogne Pinot Noir – Albert Bichot
Vitigno: Pinot Noir
Rosso rubino intenso, elegante e verticale. Annata 2024 ancora spigolosa, con note vegetali e richiami di aghi di pino.
Albarola 2025 – Lunae
Vitigno: Albarola
Vitigno storico ligure. Grande espressione floreale sia al naso sia al palato, con marcata aromaticità.
Vermentino Grigia 2025 – Lunae
Vitigno: Vermentino
Vinificazione in acciaio. Profilo classico del vitigno, fresco e diretto.
Vermentino Nera 2025 – Lunae
Vitigno: Vermentino
Otto ore di macerazione sulle bucce. Vino più strutturato e corposo con interessanti note vegetali.
Cavagino 2024 – Lunae
Vitigno: Vermentino
60% acciaio e 40% botte di rovere francese di terzo e quarto passaggio. Grande espressione vegetale con sentori di basilico e rosmarino.
Fidelis 2021 – Cantina del Taburno
Vitigno: Aglianico
Due anni in acciaio seguiti da 8-12 mesi tra barrique nuove e di secondo passaggio. Profumi di sottobosco, balsamico, cuoio e liquirizia. Struttura importante e grande freschezza.
Delius 2021 – Cantina del Taburno
Vitigno: Aglianico
Profilo intenso con frutta rossa, prugna e confettura. Speziato, balsamico e con grande acidità che sostiene il sorso.
Rosso Conero 2021 – Umani Ronchi
Vitigno: Montepulciano
Fermentazione in acciaio e affinamento tra legno grande e bottiglia. Rosso equilibrato e piacevole.
Verdicchio Historical – Umani Ronchi
Vitigno: Verdicchio
Da vigne di oltre 60 anni su suoli franco-argillosi. Lungo affinamento sui lieviti e in acciaio. Naso vegetale con note idrocarburiche ed empireumatiche. Grande complessità e profondità.
Conero Riserva Campo San Giorgio 2020 – Umani Ronchi
Vitigno: Montepulciano
Affinamento tra legno piccolo e grande. Frutti rossi e confettura con buona struttura e complessità.
Pelago 2021 – Umani Ronchi
Vitigni: Montepulciano, Cabernet Sauvignon, Merlot
Taglio bordolese ideato da Giacomo Tachis. Vino rotondo, elegante, con frutti rossi e note vegetali. Struttura importante e grande equilibrio.
Il Paestum Wine Fest 2026 si conferma quindi un osservatorio privilegiato sul vino contemporaneo: un luogo dove territori, vitigni e visioni produttive diverse si incontrano nel calice e nel dialogo tra produttori, operatori e comunicatori del settore.


