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Il libro di Stefano Brugnolo “La tentazione dell’altro”, edito da Carocci editore, ed acquistabile al prezzo di 27 euro, esamina un tema molto diffuso nella letteratura occidentale tra Ottocento e Novecento e del secondo millennio, riportando trame molto interessanti sull’essere altro.

Potremmo chiamarlo il tema del going native, le cui versioni -come ha scritto Patrick Branoliger- prevedono uno spettro di possibilità che vanno da quelle positive a quelle negative. Inoltre egli ha aggiunto che la diversità dei motivi, delle motivazioni e delle durate rendono difficile costruire una tassonomia di tipi di “going native”.
In particolare vengono messi in rilievo i concetti di Altro, altri ed alterità e che è esistito un più generale senso o sentimento dell’Altro, anche per controllare, contenere, ed escludere quanto di “irrazionale”si opponeva alla civiltà : la follia,le perversioni, l’improduttività, il pensiero magico, le superstizioni ecc.
Non è vero, come come vorrebbe un certo pensiero, che tale concetto  contrologizza e mitizza le diversità; basti pensare a Foucault ed ai suoi seguaci, per capire che non si trattò solo di un’operazione di esclusione ed emarginazione, ma si trattò anche di includere ed omologare quanto prima era eccentrico , misterioso, fuori squadra. Il risultato non cambia e fu quello di un generale disincanto che tese a ridurre le differenze tra i popoli e le culture.
Come viene messo in rilievo nel testo, nel mondo globalizzato non esistono più le grandi alterità antropologiche, ma in compenso si sono moltiplicate le micro-alterità e le dinamiche con cui si reagisce ad esse non sono essenzialmente diverse da quelle raccontate dai grandi autori del periodo coloniale.
Sul problema dell’altro, ha scritto Claude Levi Strauss, che è sempre impossibile e persino colpevole, voler elaborare un linguaggio in cui le esperienze umane, lontanissime nel tempo e nello spazio, possano diventare almeno in parte, mutualmente intellegibili; in realtà altro non fanno che rifugiarsi in un nuovo oscurantismo.
L’altro non è irraggiungibile e decifrabile, si può fare e ci si può identificare con lui e lo si può immaginare, e questa letteratura ci testimonia proprio della sua problematicità.
Il libro scritto con un linguaggio chiaro e lineare va letto con attenzione per capire attentamente per comprendere appieno il significato, oltre ad essere molto interessante.

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