Building Bridges, a Venezia le mani giganti di Lorenzo Quinn


Building Bridges: mani giganti per superare le divisioni

Sei coppie di mani che si toccano, si intrecciano e si stringono.L’opera di Lorenzo Quinn, alta 15 metri e lunga 20, installata a Venezia, si chiama Building Bridges.

Con la sua scultura, l’artista, figlio del noto attore Anthony Quinn, ha voluto celebrare i sei valori universali dell’uomo: l’amicizia, la saggezza, l’aiuto, la fede, la speranza e l’amore.

Building Bridges

Ogni coppia di mani, un valore

L’amicizia è stata rappresentata da due mani che si toccano appena; la saggezza con una vecchia mano ed una più giovane; l’aiuto, due mani che si uniscono; la fede con la mano di un adulto che stringe quella di un bambino; la speranza con due mani dalle dita intrecciate; l’amore con le dita strette le une alle altre.

Building Bridges

Venezia, luogo ideale per un messaggio di pace

“Venezia è una città patrimonio mondiale ed è la città dei ponti. È il luogo ideale per diffondere un messaggio di unità mondiale e pace in modo che molti di noi in tutto il mondo costruiscano ponti con gli altri piuttosto che muri e barriere” – ha dichiarato l’artista per illustrare l’opera più grande che abbia mai realizzato fino ad ora.

L’artista, già due anni fa, aveva installato le sue mani a Venezia  “a sostegno” di un palazzo vicino alla Ca’ d’Oro, sul Canal Grande.

Building Bridges

(Fonte foto: Twitter)

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