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Matteo Salvini, leader della lega avanza la sua proposta per aprire le chiese a Pasqua. Beppe Sala, sindaco di Milano, gli risponde.

Una pandemia mondiale, una delle più grandi tragedie dal secondo dopoguerra ad oggi è in atto.  Qualcuno in Italia, però,  della sempre più ingombrante asfissia vitale che stiamo vivendo, continua a perseguire feroci tecniche propagandistiche, finalizzate a concentrare su di sé, la residua ,seppur mai come ora,reattiva attenzione elettorale.

Le parole di Salvini:”Aprire le chiese a Pasqua…”

Il 4 Aprile, a Skytg24  in un’intervista di Maria Latella, Matteo Salvini avanza la proposta di riapertura delle chiese, durante il giorno della Santa Pasqua. Le sue parole:

Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente  sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo.

Inoltre, Salvini aggiunge:

Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria.

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Il sindaco di Milano

Immediata la risposta del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che dal suo profilo Facebook con un video commenta così la proposta del leader leghista:

Se tu vuoi veramente arrivare a fare riaprire le chiese come dici e se lo dici non solo per fare un titolo su un giornale allora devi fare una cosa molto chiara: chiedere alla Lombardia o al Veneto che governi di fare un’ordinanza in questo senso. Altrimenti siamo sempre alle parole e non ai fatti. Il sindaco meneghino si schiera nettamente contro la riapertura, alla cui posizione  si accompagnerà il coro di no da più forze politiche.

Dal 1’14” la risposta video su Facebook di Beppe Sala a Matteo Salvini

La domenica delle Palme

La domenica delle Palme.

Gepostet von Beppe Sala am Sonntag, 5. April 2020

Salvini, il “ministro del culto”

Recentemente in una performance televisiva, il senatore Salvini si è reso indiscusso protagonista, recitando l’Eterno riposo, una preghiera che secondo la tradizione cattolica va indirizzata a Dio, non ad una platea televisiva.  Il leader della Lega Matteo Salvini esprime ancora quello che sembra essere un vero e proprio desiderio, ossia quello di diventare il primo ministro del culto italiano. Nelle dichiarazioni del 4 Aprile, vengono equiparati concetti come il vizio del fumo e la fede religiosa, posti pretestuosamente quasi come facce della stessa medaglia.

In questa boscaglia di eventi e slogan dove a fatica proviamo a scansare rovi, non è accettabile il tentativo di accaparrarsi anche la fede. Si, perché la fede, dal latino fides, ovvero fedeltà verso un messaggio, una promessa, intima, ha una dimensione per sua natura privata. Sarebbe cosa insana e ingiusta rendere proprietà del demanio anche quella.

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