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In una serata caratterizzata dalla costante pioggia, il Cagliari perde davanti al proprio pubblico non solo la partita ma anche la faccia.

In una gara dal valore quasi statistico, i padroni di casa passano in vantaggio col solito Pavoletti nella prima frazione ma poi, nella seconda, cedono il ritmo alla pioggia.

Prima si fanno raggiungere, poi scavalcare dai friulani. Una prestazione da fine campionato e sebbene la stagione possa essere considerata fondamentalmente positiva per la salvezza ottenuta col pareggio di Genova, essa oramai è sempre più considerata lo Scudetto dei poveri.

E’ pur vero che Tommaso Giulini da Milano non è un povero Presidente visto che la Serie A non sarebbe gestibile per un industriale povero; le sue promesse in pompa magna a cavallo dell’acquisto del sodalizio rossoblù nel giugno del 2014 dove promise in cinque anni la Champions League sono parole lanciate al tempo che trovano, come d’altronde la maggioranza delle dichiarazioni di giocatori, allenatori, Presidenti, Direttori Sportivi e chiunque faccia parte di una Società di calcio che fanno perché obbligati da contratti.

È sempre più complicato mantenere la categoria, me ne rendo conto ogni anno di più. Noi abbiamo fatto quattro anni in A, più uno in B; anche il mio predecessore (Cellino, ndr) ha fatto molto bene, in 22 anni per 17 volte è rimasto in Serie A. Lottare per rimanere in questa categoria deve essere sempre il primo obiettivo. C’è delusione per il finale, perché un punto in cinque partite non è quello che volevamo. Per un punto non siamo dodicesimi e non quindicesimi, c’è grandissima amarezza per quello. Ma dobbiamo avere l’ambizione di ripartire al meglio”. 

Tommaso Giulini, a margine del consueto workshop annuale al Forte Village, intervistato dal collega di Sky Sport Giorgio Porrà

 

I protagonisti dello sport sono costretti a fare interviste prima e dopo le partite, quasi  ci si potrebbe sbellicare a sentire le dichiarazioni in ritiro precampionato delle intenzioni di stagione se poi confrontate con i risultati; ma che Maran non fosse Pep Guardiola, ma nemmeno De Zerbi lo si sapeva ancor prima di iniziare la stagione.

Il problema che oggi i tifosi evidenziano è che alla fine della stagione passata dove con Diego Lopez si arrivò ad una salvezza miracolosa , il DS Marcello Carli dichiarò che si cercava un allenatore propositivo e De Zerbi era il tecnico prescelto; peccato avesse già concesso la sua dote al Sassuolo, più generoso di Giulini nell’elargire stipendi.

La domanda nascerebbe spontanea: se a De Zerbi si fosse presentato il Barcellona avrebbe risposto alla stessa maniera?

Domanda retorica, ovviamente, come tutte le parole rilasciate in sala stampa prima e dopo le gare;  i tifosi criticano le domande poste dai cronistiche non capendo che gli equilibri del rapporto stampa-Società sono così sottili che una domanda non gradita potrebbe non più garantire certi benefici, non obbligatori, che le stesse Società rilasciano già col contagocce.

Le battaglie di certi colleghi con l’ex Presidente del Cagliari Cellino per avere gli accrediti stampa sono storia, in particolare un collega, il radio cronista ufficiale delle gare del Cagliari; per parole sgradite in diretta finì a doversi comprare il biglietto per potere entrare allo stadio.

Ancor ‘oggi non è gradito in Tribuna Stampa!

Tutto ciò per commentare una gara poco gradevole; ci si aggrappa alla pioggia, ma la stessa era fastidiosa anche per gli avversari che, tra l’altro, erano in formazione rimaneggiata; a differenza il Cagliari presentava la formazione tipo, quali le ragioni della debacle?

Salvezza in cassaforte, stimoli in vacanza.

Cosa succederà la prossima stagione?

Chi sarà l’elemento di rilievo che il Presidente Giulini ha minacciato di dovere vendere, se non necessariamente Barella, se non Cragno, Pavoletti?

Cragno, che proprio pochi minuti fa ha allungato il contratto con scadenza 2024; ma cosa successe dopo l’allungamento di contratto di Davide Astori e Victor Ibarbo? Non servirono solo per tirare il prezzo per la cessione ? Visto che Cragno è stato nominato Miglior portiere della Serie A non sorprenderebbe vedere partire il ragazzo di Fiesole per una Capitale, non necessariamente quella italiana.

Allo stesso tempo sarebbe bello che il Presidente Giulini zittisca la piazza, scontenta di questo finale di stagione scialbo, costruendo per l’anno del Centenario uno squadrane capace, ma gari, di arrivare a  fine campionato con un obbiettivo di alto profilo.

Sognare è lecito!

 

 

 

E Nicolò Barella? E’ stato appena insignito del “Premio Bulgarelli” come Miglior mezzala del campionato.

Ecco la motivazione: Giovane di qualità, personalità e intraprendenza. Ha dimostrato di essere un centrocampista completo, capace di far divertire il pubblico come richiede il Premio Bulgarelli”.

 

 

E se poi venisse premiato anche Pavoletti per essere il Miglior goleador di testa d’Europa, cosa succederebbe?

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Mai avuti così tanti talenti contemporaneamente in Sardegna, a parte nel periodo dello storico Scudetto del 1970.

Senza PavoGol chi segnerebbe 16 reti, come tra l’altro, fece Borriello nel primo anno di A dopo la retrocessione?

Alberto Cerri? Kiril Despodov?

E che fine ha fatto Christian Oliva, acquisto di Gennaio che mai è sceso in campo com’anche Maxime Leverbe, prestito dalla Sampdoria?

Segue uno schema delle presenze degli acquisti di Gennaio:

Fabrizio Cacciatore prestito dal Chievo Verona con obbligo di riscatto se avesse raggiunto 10 presenze                                                6 presenze 0 reti

Maxime Leverbe prestito secco (rientro diretto alla Sampdoria dopo il termine della stagione)                      0 presenze 0 reti 

Luca Pellegrini prestito secco (rientro diretto alla Roma dopo il termine della stagione)                                                            12 presenze 0 reti

Alessandro Deiola fine prestito dal Parma                                                                                                                                               10 presenze 0 reti

Valter Birsa a titolo definitivo dal Chievo Verona                                                                                                                                    10 presenze 0 reti

Christian Oliva prestito con obbligo di riscatto, contratto fino al 2023 con opzione per un altro anno                                           0 presenze 0 reti 

Kiril Despodov a titolo definito dal CKA Sofia (contratto sino al 30.06.2023 con opzione di un altro anno)  4 presenze 0 reti

Cyril Thereau prestito secco                                                                                                                                                             4 presenze 0 reti 

 

Rientreranno dal prestito i giocatori Farias e Pajac, protagonisti ieri a San Siro con l’Inter; avrebbero meritato il pareggio e la salvezza.

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Leverbe e Oliva dispersi in guerra, per il loro non utilizzo chiedere a Maran. Ipotizzando una domanda, la risposta sarebbe stata: “Non erano pronti“. Già sentito.

Nemmeno in una partita inutile come quella di ieri è stato permesso di esordire e Leverbe tornerà a Genova senza mai essere sceso in campo, deprimente per lui e per i tifosi; ma i soldi spesi a cosa sono serviti? Mistero!

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Le domande scomode non possono essere fatte, nessuno risponderebbe ed anche se fossero poste si vedrebbero ballonzolare pericolosamente le spalle, fare spallucce rispondendo in maniera evasiva è ormai uno stile che caratterizza i protagonisti dello sport; non lo capiscono i cronisti che a certe domande non si può rispondere, che è inutile chiedere, che tanto riceveranno risposte evasive e quasi fastidiose?

NO, il compito del cronista sarebbe quella di farle le domande scomode, se però non ti fosse permesso più di porle a chi si andrebbero a fare?

 

Cagliari-Udinese 1-2 (primo tempo 1-0)

Marcatori: 17′ p.t. Pavoletti (C), 14′ s.t. Hallfredsson (U), 24′ s.t. De Maio (U)

Assist: 17′ p.t. Pisacane (C), 24′ s.t. Mandragora (U)

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Srna (31′ s.t. Padoin), Pisacane, Klavan, Lykogiannis; Ionita, Bradaric (37′ s.t. Cerri), Barella; Castro (22′ s.t. Birsa); Joao Pedro, Pavoletti. All. Maran

Udinese (3-5-2): Musso; De Maio, Ekong, Samir; Ter Avest, Badu (37′ s.t. Wilmot), Hallfredsson, Mandragora (43′ s.t. Micin), D’Alessandro; Pussetto (32′ s.t. Lasagna), Teodorczyk. All. Tudor

Arbitro: Volpi di Arezzo

Ammoniti: 19′ s.t. Srna (C), 38′ s.t. Musso (U), 39′ s.t. Klavan (C), 43′ s.t. Wilmot (U)

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