Champions League – Napoli sei nella storia

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Champions League – Il Napoli è nelle prime otto della grande Europa. Il racconto post gara di Gianfranco Piccirillo:

La squadra di Spalletti vince facilmente anche la gara di ritorno dopo i fatti vergognosi accaduti nel centro di Napoli con diverse centinaia di tedeschi sostenitori di Eintracht ed Atalanta, che hanno causato danni e causato violenze, macchiando la giornata della storica qualificazione del Napoli ai quarti di finale della Champions League. Nel primo tempo i tedeschi hanno provato a fare qualcosa in attacco, ma sono riusciti solo a contenere gli attacchi del Napoli, schierato con la stessa formazione di campionato ad eccezione dei ritorni di Meret e Rui. Ma il portiere Trapp, abile a neutralizzare le conclusioni di Politano e Kvaratskhelia, nulla ha potuto sullo splendido colpo di testa di Osimhen all’ultima azione del recupero su cross dello stesso nazionale italiano. Nella ripresa ha provato persino il recuperato difensore coreano Kim Minjae a segnare con una bella percussione in area, ma il suo tiro è impreciso e poi arriva il raddoppio dello stesso cannoniere nigeriano, al termine di un’azione spettacolare con Kvaratskhelia, abile a cambiare campo per Politano che splendidamente allunga a Di Lorenzo in corsa, sul traversone del quale Osimhen mette in rete a porta vuota e si fa male al polso sinistro.

Subito dopo Kvaratskhelia prova a segnare, ma Trapp tra andata e ritorno è riuscito ad evitare il gol del nazionale georgiano, che poi lascia battere il rigore a Zienski perché è stato il polacco a procurarselo, creando sconcerto tra i difensori tedeschi in area. Ad un terzo del tempo dalla fine della gara sul risultato netto di 3-0 e a qualificazione praticamente acquisita, Spalletti opportunamente sostituisce i diffidati Kim Minjae e Politano con Juan Jesus e El Chucky Lozano e poi ancora inserisce Elmas e Ndombele per Kvaratskhelia e Zielinski.

Nei minuti finali il ritmo scende tanto perché il Napoli controlla tranquillamente la partita e i tedeschi che nel primo tempo e ad inizio ripresa con l’ex campione del mondo Gotze e il giapponese Kamada si erano affacciati con un paio di buone giocate in attacco, non riescono più a farsi pericolosi. Così Spalletti concede a dieci minuti dal termine la standing ovation ad Osimhen, che lascia il posto al Cholito Simeone, ma la cosa più bella è la gioia finale del pubblico del San Paolo Maradona, che ha avvertito di stare vivendo una giornata storica, che segna il passaggio del Napoli tra le migliori otto squadre d’Europa, peraltro assieme ad altre due squadre italiane, che però nel campionato italiano stazionano al momento a distanza siderale dalla compagine partenopea, che sta superando i fasti dell’era maradoniana, grazie ad Osimhen e Kvaratskhelia, ma anche alla capacità di Spalletti di gestire il resto dei calciatori a sua disposizione.

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