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Dell’Oglio ricorda Maradona

Antonio Dell’Oglio ex calciatore di Ascoli, Fiorentina e Juve Stabia, racconta alcuni aneddoti su Diego Armando Maradona. La foto della maglia presente in questa intervista è quella di Diego avuta da Antonio grazie alla sua amicizia con Hugo Maradona ai tempi di Ascoli e sopra la formazione All Stars  che disputo’ l’amichevole allo Stadio Patenio di Avellino.

Come hai appreso la triste notizia?

Ero appena tornato a casa dopo l’allenamento. Mi ha chiamato mio fratello che vive a Milano per darmi la brutta notizia. Sono rimasto fermo e triste non potevo mai pensare ad una cosa del genere. Certo, Diego non stava benissimo in salute, ma non mi sarei mai immaginato un epilogo del genere.

Che ricordi hai tu che lo hai conosciuto da avversario?

Il ricordo è quello che resterà per tutta la vita. Tante persone in quel momento sarebbero volute stare al mio posto perché tu hai un contatto diretto con il calciatore. Maradona è stato il più grande, non lo dico io, ma lo dicono i numeri. Adesso penso che è stata una fortuna giocare contro di lui, un onore poterlo marcare, avere un contatto con lui e perché no anche qualche fallo, anche se mi dispiace per questo. La morte di Diego è un lutto non solo per Napoli, ma per tutto il mondo del calcio e sono molto addolorato per questo.

Hai qualche aneddoto che ci puoi raccontare su Diego Armando Maradona?

Una cosa che ricorderò in eterno è questa: Il mio amico Dirceu, organizzò una partita di beneficenza per la Croce rossa ad Avellino e venne invitato anche Diego. Mancava poco all’inizio della partita e noi eravamo dentro lo spogliatoio. Lui arrivò in ritardo, motivo che ci fece slittare di qualche minuto il calcio d’inizio, ma si doveva aspettare il grande campione. Noi eravamo quasi tutti calciatori di Serie A presenti per quella partita, insomma, lui arrivò dentro lo spogliatoio e venne subito accolto con un grosso applauso. Si presentò con tutti, si spogliò ed iniziò a fare un riscaldamento palleggiando con un limone. Fece dei numeri pazzeschi con un semplice limone e questa cosa ci fece rimanere a bocca aperta. Una cosa difficile la fece sembrare semplicissima, una cosa che i calciatori normali non possono fare.

Vedere tante manifestazioni di affetto in tutto il mondo ma purtroppo gli stadi chiusi causa Covid che sensazione ti ha fatto provare?

Ti fa capire chi fosse questo genio che con la palla sapeva fare qualsiasi cosa. Maradona era di tutti, non di Napoli o dell’Argentina e questo affetto in tutto il mondo ti fa capire chi fosse Diego. Mi auguro che quando il Covid finirà lui possa essere ricordato in ogni stadio, dovrà essere un ringraziamento di tutti per lui per le emozioni che ci ha regalato.

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Si ringrazia Antonio Dell’Oglio per il tempo concesso per questa intervista e per la gentile concessione delle fotografie 

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