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La storia di Salvatore e Giuseppe Sibilli

I Sibilli – A noi piacciono le storie strappalacrime, nel calcio se ne trovano diverse,  ma questo è un racconto unico, quello di padre e figlio che hanno giocato insieme nella stessa squadra, un unicum  del calcio.

Tutto ha inizio nella stagione 2014-14, e precisamente nel Sant’Agnello, squadra campana che milita nel campionato di eccellenza. Salvatore ha appena iniziato la sua ultima stagione da calciatore, mentre il figlio Giuseppe inizia a calcare campi più importanti, dopo aver fatto la trafila nelle giovanili.

A Massa Lubrense ci fu l’esordio della strana coppia, nel  campionato di Eccellenza , bissato qualche giorno dopo nel match di Coppa Italia contro il Gragnano giocato al campo Italia di Sorrento, quando il primo a congratularsi con Sasà Sibilli – autore del gol del pareggio – è stato proprio Giuseppe che per la prima volta nella sua vita ha potuto esultare direttamente col papà dopo un suo gol. Finora l’aveva fatto dalle tribune, in giro per i campi della Campania e non solo, dove Sasà ha sempre lasciato un bel ricordo.

Su questo racconto abbiamo deciso di raggiungere telefonicamente Sasà, che ci ha raccontato quell’incredibile esordio, con annesso servizio fatto dalla RAI, e del gol che Giuseppe ha segnato Domenica scorsa a Reggio Calabria con la maglia del Pisa.

Che ricordi hai delle due promozioni con la Juve Stabia?

A Castellammare ho trascorso i migliori tre anni della mia carriera, insieme al pubblico abbiamo fatto una cavalcata trionfale dalla D alla C1. E’ un  ricordo indimenticabile e rimarrà sempre nel mio cuore, Castellammare è la mia seconda città.

Dopo Castellammare sei andato al Sorrento ed anche li doppia promozione.

A Sorrento ho trascorso due anni stupendi, è un’isola felice.

Qual è il giocatore più forte con cui hai giocato?

Ho l’imbarazzo della scelta, ma quello che mi è rimasto più impresso è Giorgio Corona, per il suo modo di come calciava al volo e difendeva il pallone, era micidiale.

Nella tua ultima stagione hai giocato con tuo figlio Giuseppe in Eccellenza. Raccontaci cosa hai provato.

Giocare con mio figlio è stato stupendo, Beppe ti fa innamorare quanto tocca il pallone, ha una gran tecnica, vederlo dribblare è uno spettacolo. Io ero nato come attaccante esterno e in quell’ultima stagione ho giocato davanti alla difesa, mentre Giuseppe giocava in attacco. Giocando da dietro riesci a vedere tutto il campo, la cosa che mi faceva rabbia era vedere che prendeva calci in quanto lui è un gran dribblomane. Per il resto ho provato un’emozione incredibile anche perchè siamo entrati nella storia, Dribbling ci ha fatto un servizio sulla nostra storia.

Che prospettive ha Giuseppe Sibilli ?

Beppe deve ancora crescere, deve calciare un pò più di cattiveria, lui è più uomo assist rispetto a me.

Domenica a segnato a Reggio, qual’è stata la tua reazione?

Io ero seduto sul divano ed ho fatto un gran salto, una gioia indescrivibile, il suo primo gol in Serie B. Gli ho fatto i complimenti per come è entrato in campo, era determinato. Io gli dico di stare sempre sul pezzo, prima o poi il suo momento arriverà, come Domenica che ha fatto fare  gol ed ha segnato.

Come si trova Giuseppe a Pisa?

Mi racconta che dal primo giorno che è arrivato gli piace molto la città, il gruppo squadra è meraviglioso. Io ho giocato contro il Pisa e mi ricordo un tifo pazzesco,  auguro anche a lui quando riapriranno gli stadi di provare la stessa cosa. Giocare con la maglia del Pisa in un’Arena piena per lui sarà una vera emozione.

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