Le pagelle dello scudetto interista: la Lu-La e la gestione “societaria” di Conte

L’Inter domenica ha vinto il 19mo scudetto della sua storia “dal divano”; dopo aver battuto il Crotone sabato, i nerazzurri hanno avuto la certezza matematica del titolo a causa del pareggio tra il Sassuolo e l’Atalanta seconda in classifica. Andiamo a vedere le pagelle dello scudetto interista, nel dettaglio quelle di attaccanti ed allenatore.

LE PAGELLE DELLO SCUDETTO INTERISTA, GLI ATTACCANTI

LUKAKU 9: forse è stato l’uomo più rappresentativo della squadra nerazzurra con più di 20 reti realizzate ma non solo. Domenica scorsa ha raggiunto la doppia cifra anche a livello di assist vincenti, ma il belga è un vero e proprio uomo-squadra. I suoi compagni si appoggiano a lui quando non sanno cosa fare e lui gestisce il pallone grazie al suo fisico possente. Ha avuto un’intesa meravigliosa col partner d’attacco Lautaro Martinez, ma è stato abile anche a lanciare sulla corsa Hakimi. Glaciale dal dischetto, l’unica sua pecca sono state le poche reti segnate nei big match, partite in cui si è eclissato oltremodo. 

LAUTARO MARTINEZ 8,5: ha formato insieme a Lukaku un tandem d’attacco perfetto. Se il belga era deputato a fare a sportellate con i difensori, lui era quello a cui si chiedeva il primo pressing sui difensori e centrocampisti avversari. Lui ha eseguito con la grande garra che lo contraddistingue, talvolta eccedendo. Ha segnato meno reti del collega anche perché ha calciato un solo rigore. È cresciuto tantissimo ed è riuscito a far sembrare banali cose che non lo sono, come il centrare lo specchio della porta con diagonali rasoterra. Deve migliorare solamente sul lato caratteriale, talvolta si fa prendere troppo dal nervosismo finendo per perdere lucidità e sbagliare goal clamorosi. 

ALEXIS SANCHEZ 6,5: più continuo rispetto alla passata stagione ma anche quest’anno non sono mancati gli infortuni. Ha svolto molto bene il ruolo di terza punta anche se non è più il giocatore ammirato con le maglie di Arsenal e Barcellona. Quando impiegato ha mostrato qualità più da trequartista che da attaccante, in realtà: possiede una visione di gioco fuori dal comune, ma ha perso quella brillantezza atletica, soprattutto sul lungo, che lo caratterizzava in gioventù. 5 goal e 6 assist sono comunque un ottimo bottino per uno col suo minutaggio; sarebbe bello, qualche volta, vederlo agire alle spalle della Lu-La. 

PINAMONTI s. v. ha giocato veramente pochissimo.

LE PAGELLE DELLO SCUDETTO INTERISTA, IL MISTER

ANTONIO CONTE 9,5: lo abbiamo criticato anche aspramente fino a gennaio, quando non erano noti i grossi problemi societari che attanagliavano la società. Ci siamo ricreduti ampiamente nei mesi successivi: questo Scudetto conquistato è stato quasi un miracolo. L’allenatore leccese era partito con un’idea calcistica diversa rispetto alla stagione precedente, ovvero l’uso del trequartista. Tuttavia la squadra perdeva equilibrio e certezze quindi il mister ha deciso di fare un passo indietro al 3-5-2, la svolta porta innumerevoli benefici. Da gennaio in poi, insieme ad Oriali e Marotta, si è ritrovato a dover andare oltre il suo ruolo, arrivando a diventare lui la società per certi versi; ne abbiamo parlato approfonditamente qui. È riuscito a far integrare nella sua idea di calcio anche Eriksen e Perisic che sembravano attendere solo una cessione. Questi sono diventati le armi che hanno concesso maggior imprevedibilità all’Inter nel girone di ritorno, proiettandola verso il 19mo Scudetto. È chiaro che per il futuro, soprattutto europeo, serve trovare nuove varianti alla sua idea di calcio fatta quasi esclusivamente di schemi fissi. 

Qui le pagelle di portieri e difensori, qui quelle dei centrocampisti. 

(Fonte immagine in evidenza: account Instagram ufficiale dell’Inter)


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