Un pareggio che sa d’ingiustizia, una beffa arrivata a un passo dal traguardo che lascia alle Vespe un mix amaro di orgoglio e recriminazione. Al fischio finale è 2-2 tra Juve Stabia e Monza, al termine di una partita vibrante, intensa e dai due volti, decisa solo da un episodio contestatissimo nel finale.
Primo tempo: studio e fiammate
Le premesse di una battaglia si intuiscono sin dai primi minuti. I ritmi sono altissimi e la gara si rivela subito estremamente fisica. È Mota, dopo appena sette giri di lancette, a provare a strappare il tappo al match con un’iniziativa personale che però non trova fortuna. La partita vive di fiammate: per la successiva vera emozione bisogna attendere il 36′, quando Mosti scalda i guanti a Thiam con una conclusione velenosa. Il Monza risponde nel finale di frazione con una punizione insidiosa di Hernani, disinnescata da Confente. Si va così al riposo sul classico “punteggio ad occhiali”, un 0-0 che è specchio di un grande equilibrio ma che funge solo da antipasto per la ripresa.
L’uragano gialloblù e le mosse dalla panchina
Il secondo tempo, infatti, è un monologo gialloblù. Al 58′ si sblocca la partita grazie a una magia di Cacciamani: l’esterno lavora un pallone delizioso sulla fascia, salta il diretto avversario e serve Mosti, il cui inserimento perfetto non lascia scampo a Thiam. È il gol dell’1-0, e appena un minuto dopo è ancora lo scatenato Mosti ad andare vicino al raddoppio, esaltando i riflessi del portiere ospite.
Paolo Bianco capisce che il Monza sta deragliando e corre ai ripari con un doppio cambio pesante: dentro Petagna e Bakoune per Cutrone e Azzi. Risponde subito Abate per gestire le forze, richiamando l’eroe di giornata Mosti e Gabrielloni per lanciare nella mischia Zeroli e Pierobon.
La mossa del tecnico di casa paga subito, perché al 67′ Cacciamani decide di salire nuovamente in cattedra: altra giocata d’alta scuola sulla corsia laterale, cross al bacio per l’incornata di Okoro ed è il 2-0 che fa esplodere lo stadio.
La reazione del Monza e la beffa finale
Il Monza, ferito nell’orgoglio, si riversa in avanti complice anche il valzer dei cambi (dentro Delli Carri e Caso per Ravanelli e Mota tra gli ospiti; Candellone per Okoro tra le fila locali). Al 76′ la gara si riapre: un’azione corale da manuale del Monza permette a Carboni di trafiggere la retroguardia di casa e siglare il 2-1.
Abate prova a blindare il risultato inserendo Carissoni per Ricciardi, e il fortino gialloblù sembra reggere l’urto. Ma a un solo minuto dal novantesimo arriva la doccia fredda. L’arbitro concede un calcio di punizione dal limite al Monza — una decisione che farà discutere a lungo nei salotti sportivi per la sua estrema generosità — e Delli Carri si inventa la beffa Confente per il definitivo 2-2.
Finisce con un pareggio che regala spettacolo ai neutrali, ma che lascia alla Juve Stabia l’amaro in bocca di una vittoria di prestigio sfumata sul più bello. Le Vespe escono dal campo tra gli applausi per il gioco espresso, ma con tantissimo da recriminare.


