Il melograno tra storia e leggenda

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IL MELOGRANO: un frutto antico che diventa un cocktail

Il melograno è una pianta appartenente alla famiglia delle Punicacea e il cui nome scientifico è Punica Granatum.
Anticamente si pensava che il succo del melograno rappresentasse il sangue del dio Dioniso, e sembra che la dea dell’amore, Afrodite, lo avesse piantato sulla terra in suo onore. Fin dai tempi antichi la melagrana è stata considerata il frutto della fertilità: in alcune popolazioni infatti, le spose lo utilizzavano per predire il numero di figli che sarebbero nati e spesso venivano intrecciati tra i capelli i rami del melograno, come augurio di fecondità e il simbolo di questo frutto è quindi l’abbondanza. Inoltre, la fitoterapia e numerose recenti ricerchi, attribuiscono al melograno numerose proprietà benefiche sia nelle radici (proprietà antibatterica e antielmintica in grado di combattere la tenia), sia nel frutto (sostanze polifenoliche che combattono le patologie vascolari).

Il frutto del melograno è particolarmente ricco di sali minerali quali potassio, manganese, zinco, rame e fosforo; in quantità minore troviamo anche ferro, sodio e calcio. Abbondante anche la presenza di vitamine: A, B, C, E e K. Oltre all’acqua, che naturalmente rappresenta l’elemento principale, troviamo zuccheri, fibre e grassi.
Il melograno è caratterizzato dalla presenza di sostanze benevole per l’organismo come per esempio i flavonoidi, gli antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui l’ellagico: secondo l’Istituto del Cancro della Università della Sud Carolina, sembra che questa sostanza induca la morte delle cellule cancerose, soprattutto di quelle al seno. Un ottimo aiuto contro lo stress ossidativo, dunque, dalle proprietà anti-invecchiamento e anti tumorali. Presenti in buone quantità anche l’acido gallico, la quercitina e altri principi attivi molto benefici che gli hanno fatto meritare il nome di “frutto della medicina”.
Ricco di potassio, minerale con effetto diuretico, ha un effetto drenante, e quindi detossinante, per il nostro organismo. potrebbe aiutare le donne a combattere alcuni disturbi della menopausa, come la depressione e la fragilita’ ossea.
La melagrana è stata molto utilizzata nella cucina medievale e già allora i suoi chicchi venivano usati nei ripieni e il suo gustoso succo veniva mischiato alle salse e ai sughi. Allo stato attuale i semi della melagrana vengono usati per “arricchire” le portate ed hanno principalmente uno scopo decorativo sia per pietanze dolci sia per quelle salate, mentre i suoi semi, passati al setaccio, sono stati inseriti nella preparazione di piatti di ispirazione orientale.

I suoi frutti, specialmente in Italia, vengono utilizzati anche per preparare sciroppi, succhi di frutta, marmellate, gelatine, sorbetti, gelati e delizie di pasticceria. L’unico “neo” di questo frutto è rappresentato dal fatto che è risulta molto difficile mondarlo e mangiarlo (la parte edibile è pari al 59%) e diventa quindi poco pratico consumarlo soprattutto per i bambini e gli anziani.

A proposito di ricetta: Aperitivo alla melograna

500 g di chicchi di melograno congelati (o freschi)
200 g zucchero
1 limone pelato al vivo
100 g acqua tonica
50 g Gin (ovviamente per chi non è a dieta!)
Polverizzare lo zucchero, aggiungere  i  chicchi  di melograno e il limone . Aggiungere l’acqua tonica, filtrare e aggiungere il Gin.
Servire nei flute,  decorati con fettine di pompelmo e aggiungendo qualche chicco di melograno.

 

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