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La nuova rassegna teatrale del Teatro Bolivar parte in primavera con il titolo di  ‘Insolite note’.

Presentata il 24 febbraio, tale rassegna è dedicata alla musica ed alla prosa, e vede la direzione artistica di ‘Mbarba Ben Taleb, che ha voluto includere nomi noti per unire culture e lingue diverse attraverso le note.

A partire dal 5 marzo fino all’8 maggio, si alterneranno 19 spettacoli con artisti come Piero Gallo e Fausto Mesolella, Daniele Sepe, Joe Barbieri, Luca Urciuolo, Rosalia Porcaro, Alan De Luca, e molti altri, che il direttore artistico ha scelto non in base all’amicizia ma alla bravura, per supportare quei giovani musicisti che spesso non hanno il giusto spazio per esprimere i loro talenti.

Tra gli spettacoli una anteprima nazionale per la prosa, dal 21 al 27 marzo, con il lavoro ‘Testimone oculare’ di Joshua Sobol ispirato alla storia vera di Franz Jagestatter, che si oppose al regime nazista, messo in scena dal regista David Jentgens con Emanuele D’Errico, Rebecca Furfaro, Antonio Grimaldi, Ettore Nigro, Monica Palomby David Power, Teresa Raiano, Dario Rea, Margherita Romeo, Arturo Scognamiglio, per una produzione Limbic Arts Fondation – Teen Thèâtre – Asylum Anteatro ai Vergini con il patrocinio del forum austriaco di cultura di Roma – del Goethe Institute di Napoli – e della comunità ebraica di Napoli.

Rosalia Porcaro con il suo ‘Mamme, suocere e vajasse’ in scena l’8 aprile, propone i monologhi grotteschi di donne che resistono alla disperazione e alla precarietà, accompagnata dal gruppo Anema formato da Marcello Corvino, Biagio La banca, Vittorio Jaco Romano.

Alan De Luca presenterà quello che lui definisce un musicomicol dal titolo ‘Napoli galleria’ il 2 ed il 3 aprile, dove vestirà ancora i panni dell’impresario Aniello Guardascione, suddiviso in due tempi dove nel primo verranno celebrati gli anni ’80 con i suoi idoli musicali, mentre nel secondo si vedranno gli stessi dopo essere trascorsi 25 anni. Una sorta di varietà con canti, balli e gags comiche, che unisce musical e cabaret.

Tra i ritmi mediterranei in programma  spettacoli come quello dei Meditamburi con la presentazione del cd ‘Antichi viaggiatori’ per la Polosud RECORDS, con la formazione di Paolo Cimmino, ‘Mbarka Ben Taleb, Emidio Ausiello, Michele Maione e Gabriele Borrelli, con le loro sonorità che spaziano dal nord al sud dell’Africa giungendo fino a quelle dell’India, grazia al connubio tra elettronica e tambuti. Ospite Ciccio Merolla nell’inusuale veste di cantante.

 

Omaggio alla donna’ l’8marzo con Marzouk Mejri Ensemble, un giardino di suoni che si combinano in un’interazione inedita tra ritmi, strumenti e modalità musicali. Suddiviso in tre parti nel quale si alterneranno la musica tunisina, la Fanfara Station ed infine l’ensamble con repertorio funky. Ospiti Antonio Onorato, Daniele Sepe e ‘Mbarka Ben Taleb.

Ancora una presentazione il 20 marzo, questa volta di un EP del gruppo EPO con il loro ‘Mesopotamia – Gli Epo dalla parte del torto’ pubblicato grazie ad una campagna di crowdfunding. Un assaggio di un progetto più ampio che comprenderà l’uscita di un album nel corso del 2016. Con l’acquisto del biglietto del concerto, in omaggio una copia dell’EP.

Top secret per l’evento del 30 aprile che vedrà Daniele Sepe nelle nuove vesti di  ‘Capitan Capitone e i fratelli della costa’.

Per maggiori informazioni : www.teatrobolivar.it

Abbiamo posto qualche domanda al direttore artistico ‘Mbarka Ben Taleb.

Quali sono le difficoltà oggettive che si incontrano per le scelte di un direttore artistico che si trova ad affrontare per una rassegna così ricca di proposte?

Le difficoltà maggiori sono nella comunicazione. Ho notato che le donne hanno una maggiore risolutezza , dovuta anche alla nostra propensione a correre fin troppo; però questo ti affanna, anche perché è complesso mettere tante teste insieme. La doppia velocità, quella delle donne come pantere, si scontra con quella degli uomini che si rivelano un po’ tartaruga, è stata la prima difficoltà che ho incontrato nel mettere insieme questa rassegna; anche grazie al piacere di lavorare con i De Luca del Teatro Bolivar che mi hanno voluto come direttore artistico. Questa esperienza mi ha dato più forza, ha aggiunto un altro tassello per la mia completezza artistica.

Dove nasce l’idea di questa rassegna?

Io ho sempre avuto questa idea, purtroppo non mi hanno dato la possibilità di realizzarla, fino ad oggi. E’ bello unirci con le nostre note, gli artisti devono essere uniti, in tutto. Oggi c’è il mio evento ed io lo condivido sulla mia bacheca social, domani c’è il tuo ed io lo condivido, perché questi artisti sono tutti come me, di cuore, che voglio dare. Mi meraviglio come ci siano direttori artistici cui danno il compito di unire artisti e non lo facciano, chiamando sempre personaggi di richiamo, che rispetto perché nostri maestri. Però non possono essere chiamati solo loro altrimenti non c’è futuro per i giovani. Io ho fatto una scelta di giovani e meno giovani come Piero Gallo che per me è un mostro di bravura ma che non esce perché dopo tanti anni di collaborazioni non gli hanno mai dato uno spazio come protagonista. Io metto a disposizione una vetrina di artisti affinché il pubblico possa conoscerli.

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