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Quale è il senso di “Senzatomica”, settanta anni dopo il primo lancio su Hiroshima?

La mostra “Senzatomica“, promossa dall’ Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, e allestita nelle suggestive sale di Castel Sant’ Elmo, ha riscosso un tale successo di pubblico -superando la soglia dei 24.000 visitatori- da essere stata prorogata fino al 24 aprile, rispetto alla chiusura prevista per il 17 dello stesso mese.

L'appello di Russel e Einstein

L’appello di Russel e Einstein

Il primo motivo per cui -a distanza di settant’anni- è ancora necessario discutere di armamenti nucleari si palesa fin dalla visione dei primi pannelli esposti: mentre esistono accordi ratificati sul disarmo per le armi chimiche e per quelle biologiche, allo stato attuale non c’è una corrispondenza nell’ambito del nucleare, fatta eccezione per il Trattato di non proliferazione nucleare nel quale ancora si parla di uso pacifico del nucleare.

Resta difficile, per chi è nato dopo l’agosto del 1945, riuscire ad individuare quali possano essere gli usi pacifici di un’arma tanto potente e distruttiva; basti pensare alle storie degli Hibakusha (i sopravvissuti all’esplosione nucleare), le cui testimonianze vengono proiettate in una delle sale di Castel sant’Elmo per ricordare alla popolazione mondiale che si muore ancora delle conseguenze della radioattività, in Giappone.

 

Uno dei momenti più intensi e coinvolgenti per i visitatori è passare all’interno di uno spazio dove viene simulato -dal punto di vista uditivo- il momento in cui la bomba venne sganciata: il vocìo delle persone intente a spiare il cielo per paura dei bombardamenti, la deflagrazione, le urla e lo sgomento,  il quotidiano di una nazione in guerra viene interrotto e scaraventato di forza in un’altra era, quella della Guerra fredda prima, e del post-nucleare poi.

I bambini e la loro guida

I bambini e la loro guida

Per i bambini, però, è stato scelto e studiato un percorso alternativo, a loro misura, che -pur risparmiandogli l’orrore provocato da queste sensazioni- vengono portati, attraverso il gioco, il disegno e gli origami, ad un livello di consapevolezza maggiore, rispetto a questa tematica.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha visitato la mostra accompagnato dall’assessore Piscopo e si è intrattenuto amabilmente con i visitatori, discettando di democrazia dell’ascolto, di concetti come essere e avere, sottolineando che i cambiamenti devono partire sempre dal basso; non ha potuto esimersi dal rispondere a delle domande inerenti alla politica e alla campagna elettorale che lo vede impegnato per la rielezione al ruolo di primo cittadino della città partenopea, ma si è detto certo di una vittoria al primo turno.

 

 

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