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Contro l’Empoli si è vista una squadra alla Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Il 2-2 è frutto di questa “ambiguità”. Qual è la vera identità viola?

«…l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due…»

«Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha poi condotto a un così tremendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due.» (dottor Henry Jekyll)

Nel celebre romanzo dello scrittore scozzese Robert Louise Stevenson, il dottore e scienziato Henry Jekyll, durante i suoi studi sulla psiche umana, giunge a questa conclusione e, miscelando varie sostanze, scopre tramite una pozione potentissima la sua seconda natura, mister Edward Hyde. Un essere con un altro corpo ed un’altra psiche, finché dura l’effetto del suo preparato.

Ieri, il dottor Paulo Sousa ha esagerato con la sua pozione preferita, il turn-over; gli effetti hanno prodotto una Fiorentina dalla doppia identità, proprio come per il protagonista dell’opera letteraria del 1886. Hyde nel primo tempo, Jekyll nella ripresa.

La Fiorentina, contro l’Empoli, non è stata “veracemente una, ma veracemente due” (cit. Stevenson).

Sousa tradito dal turn-over

Non rifarei la stessa formazione“. Fa mea culpa Paulo Sousa, al termine del pareggio interno che ha privato i viola della vetta della classifica. In effetti, la trasfigurazione gigliata, oltre che da un avversario propositivo e da uno stato mentale probabilmente non ottimale, è stata senza dubbio sostenuta dagli eccessivi stravolgimenti dell’undici titolare effettuati dal tecnico portoghese.

La differenza tecnica tra titolari e riserve, ieri pomeriggio, è stata evidentissima. Netta e quasi imbarazzante. L’ingresso di Re Mida Nikola Kalinic ha salvato la viola da una clamorosa ed inaspettata sconfitta. I gol dell’Empoli segnati nel primo tempo alla Fiorentina Hyde da Livaja e Buchestavano delineando una domenica da incubo, con il sorpasso del Napoli e l’avvicinamento della Roma. La doppietta del croato, poi, ha permesso alla Fiorentina Jekyll di limitare i danni. Ma gli interrogativi sorgono. La vetta è stata persa, la vera identità è forse ancora da trovare.

Fiorentina, qual è la tua dimensione?

La domanda che il popolo viola si pone è proprio questa. C’è stato un eccessivo entusiasmo, con l’illusione di una Fiorentina spettacolare e schiacciasassi, oppure il mezzo passo falso nel derby con l’Empoli è semplicemente un incidente di percorso fisiologico verso ambizioni che restano immutate? Contro la squadra di Giampaolo è arrivato il primo pareggio in campionato. Letto così, sicuramente il punteggio non può essere considerato un dramma. La gara, però, può presentare pericolosi “sottotesti”: soltanto l’ingresso di Bernardeschi e Kalinic ha evitato il peggio. Le prestazioni di SuarezRebic e in parte Babacar e Mati Fernandez sono state pessime ed hanno gettato ombre sull’effettiva affidabilità dell’intera rosa. A lungo andare, c’è il timore che i valori, rispetto alla concorrenza, possano venir fuori penalizzando la Fiorentina. Non sempre potranno esserci i vari Kalinic o Ilicic a togliere le castagne dal fuoco.

 

 

 

Il derby toscano ha aperto un mini-ciclo di partite molto difficili. Da qui a Natale, difatti, si capirà definitivamente la reale dimensione viola. Gli avversari saranno di altissimo livello, i gigliati non possono più fallire per restare agganciati al treno delle grandi. Sulla carta, paradossalmente, quella contro la formazione empolese era la sfida più abbordabile. Già lunedì prossimo, infatti, è in programma il pericolosissimo incrocio con l’altra grande rivelazione del campionato, il Sassuolo di Eusebio Di Francesco.

Una mano dal mercato

La sessione invernale di calciomercato potrà eventualmente aiutare la Fiorentina a porre rimedio ai problemi qualitativi della rosa. L’importanza degli investimenti, ovviamente, sarà proporzionata alla posizione in classifica che la Fiore saprà guadagnarsi in questi mesi. Come confermato anche dai Della Valle, la priorità riguaderà la difesa visto che, anche numericamente, Paulo Sousa ha ben poche soluzioni.

In mediana serve un’alternativa di spessore a Badelj e Vecino: Mario Suarez ha fin qui ampiamente deluso, tradendo le grandi aspettative che c’erano su di lui. Il reparto offensivo, invece, attende ancora la crescita fisica di Rossi e quella caratteriale di Babacar: a gennaio, però, la dirigenza gigliata tirerà le somme per capire se continuare ad affidarsi a loro due oppure cercare altrove le giocate e i gol da aggiungere alla produttività realizzativa di super Kalinic.

Dr. Jekyll o mr. Hyde? La Fiorentina lavora per risolvere l’enigma, capire la sua reale personalità e trovare una definitiva identità.

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