L’equitazione è una disciplina che denota un fascino particolare, complice il rapporto con un animale di rara bellezza e intelligenza quale il cavallo. Un aspetto imprescindibile per chi la pratica, a qualsiasi livello, rimane la sicurezza e passa anche dalla scelta di un casco adeguato, capace di proteggere la testa in caso di cadute e urti.
La scelta di questo accessorio, che si distingue per la valenza tecnica ed estetica insieme, risulta tra le più complesse, anche perché non tutti i cap e caschi da equitazione presentano le medesime caratteristiche. In questo articolo vi proponiamo una panoramica delle informazioni più utili per una valutazione consapevole, soffermandoci sulle peculiarità che incidono concretamente sull’affidabilità e sul corretto utilizzo.
Cap e casco sono la stessa cosa?
Iniziamo con una precisazione terminologica. Nel linguaggio dell’equitazione, cap e casco vengono comunemente utilizzati come sinonimi; indicano entrambi il dispositivo destinato a proteggere la testa del cavaliere.
Pertanto, il termine cap è di derivazione inglese e appare particolarmente diffuso nel settore equestre; la parola casco, tipica dell’italiano, identifica invece in maniera più immediata la funzione protettiva dell’accessorio.
A prescindere che si preferisca parlare di cap oppure di casco, ciò che conta davvero è che si tratti di un prodotto specificamente progettato e omologato per l’equitazione.
Come si misura la taglia del casco?
La valutazione della taglia è fondamentale nella scelta del casco: una misura non corretta è facile che possa comprometterne la stabilità e, di conseguenza, la funzione protettiva del cap.
Per individuare quella giusta occorre partire dalla circonferenza della testa, utilizzando preferibilmente un metro da sarta. La misurazione va effettuata prestando attenzione soprattutto agli aspetti che seguono:
- posizione del metro: va collocato circa 2 cm sopra le sopracciglia, facendolo passare sopra le orecchie e intorno alla parte più larga della testa;
- aderenza: il metro deve aderire alla cute senza stringere né risultare troppo lento;
- lettura della misura: il valore ottenuto in centimetri permette di individuare la taglia corrispondente, facendo riferimento alle indicazioni del produttore;
- prova del casco: una volta indossato, il casco deve risultare aderente e stabile, senza creare punti di pressione né spostarsi quando si muove la testa.
Una precisazione per chi valuta un acquisto online
Quando si intende acquistare il casco online è importante consultare le indicazioni relative alle misure e alla vestibilità riportate nella scheda del singolo prodotto, che negli store specializzati risultano alquanto accurate.
Un altro elemento da considerare è l’ampiezza dell’assortimento, perché la stessa circonferenza cranica non corrisponde alla stessa taglia presso tutti i produttori: poter confrontare più marchi nello stesso catalogo di caschi da equitazione, come quello di Tosoni Selleria (uno degli eCommerce dedicati all’equitazione più completi d’Italia, con oltre 100.000 prodotti) riduce il rischio di sbagliare misura.
In caso di dubbi, soprattutto tra due taglie o modelli, vale la pena rivolgersi al servizio clienti del rivenditore, così da ricevere indicazioni più precise sulle caratteristiche specifiche del casco. Due caschi simili possono infatti presentare peculiarità leggermente diverse, ma capaci di fare la differenza per il cavaliere.
Ogni quanto va sostituito?
Un casco da equitazione non dura per sempre, anche quando esternamente appare ancora in buone condizioni.
Pertanto, non c’è una scadenza precisa né unilaterale entro la quale va effettuato il cambio. Il range tende a variare rispetto allo stato con cui si procede alla cura e alla conservazione nonché in relazione all’intensità d’uso.
In condizioni di utilizzo abituale, mediamente bisogna sostituire il casco ogni 5 anni, mettendo comunque al primo posto, come fattore da attenzionare, l’integrità del dispositivo.
Qualora il casco avesse subito un impatto significativo, la sostituzione dovrebbe essere immediata, anche quando non sono presenti danni visibili. L’urto può infatti aver compromesso l’affidabilità della struttura interna.
Qual è e cosa dice la normativa di riferimento
Lo standard europeo di riferimento per i caschi da equitazione è quello EN 1384:2023; in precedenza le norme a cui attenersi erano la VG1 01.040 2014-12 e la EN 1384:2017.
La normativa attuale ha introdotto requisiti e procedure di prova più rigorosi, a fronte di una valutazione che viene conseguita attraverso diversi test di sicurezza. Gli aspetti oggetto di verifica sono principalmente i seguenti:
- assorbimento degli urti;
- resistenza alla penetrazione;
- efficacia del sistema di ritenzione;
- capacità del casco di rimanere correttamente in posizione.
Sono previste inoltre delle prove di schiacciamento, volte a verificarne la resistenza in condizioni specifiche.
La rispondenza alla normativa di riferimento è essenziale e andrebbe sempre attenzionata prima dell’acquisto: è infatti garanzia di comfort, vestibilità, affidabilità ed estetica. Elementi che spesso vengono ottimizzati ulteriormente nelle soluzioni Made in Italy, complice una tradizione manifatturiera particolarmente rinomata e dunque garanzia di qualità.

