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Giornata che premia Juventus e Lazio e condanna Roma e Napoli. Si riapre clamorosamente la lotta Champions ed anche il secondo posto dei giallorossi è ora a rischio. La Juventus sembra aver ipotecato il discorso tricolore, salta la panchina di Zola e il Cagliari ritrova Zeman.

Sampdoria-Cagliari

La sfida tra Samp e Cagliari è ricca d’importanza per entrambe le squadre, i blucerchiati vogliono punti importanti per ritagliarsi un posto nella “euro-zona”, mentre i ragazzi di “magic-box”, necessitano dei 3 punti per allontanarsi dalla zona retrocessione e magari salvare la panchina al proprio tecnico, ormai sempre più traballante. Inizia meglio la compagine ligure che impone il proprio gioco, i sardi attendono l’avversario pronti a colpire in contropiede. La difesa rossoblu non è attenta quando De Silvestri, al minuto numero 33, sbuca su tutti e infila la rete del vantaggio e firma la sua prima segnatura stagionale. Gara in discesa per gli 11 di Mihajlovic che gestiscono il vantaggio senza troppi problemi e nella seconda metà del match, trovano anche il gol della tranquillità con Samuel Eto’o al minuto 72. Prima gioia in campionato per il camerunense. Il Cagliari non è stato solo superato dall’avversario, ma ciò che preoccupa è la mancanza di reazione e di organizzazione tattica. Nella giornata di oggi la notizia dell’esonero di Zola, al suo posto il rientro di Zeman.

Milan-Verona

Altra panchina traballante è quella di Filippo Inzaghi, arrivato alla gara che può essere decisiva per la sua stagione e quella del milan. Più salda invece la posizione di Mandorlini, che con il +9 sulla zona retrocessione e la sconfitta del cagliari a Marassi, può vivere la serata sicuramente in modo più tranquillo. La partita inizialmente non regala emozioni e i primi 10 minuti di gioco passano senza troppe emozioni. Al 18′ minuto Jankovic prova a sfondare in area di rigore ma viene atterrato goffamente da Antonelli, il direttore di gara Giacomelli non ha dubbi, è rigore. Dal dischetto si presenta il solito Toni che con un cucchiaio sorprende Lopez e firma la sua decima rete in campionato. Sembra l’ennesimo incubo per il milan, costretto ad inseguire ancora una volta l’avversario. Sullo scadere del primo tempo i rossneri cercano con insistenza il pareggio e sugli sviluppi di un corner, in mischia, lo stesso Jankovic atterra Mexes, anche in questo caso nessun dubbio, è rigore. Dagli 11 metri è ancora Menez, al minuto 41 porta la gara nuovamente in equilibrio. Inizia la seconda frazione di gara e il milan galvanizzato dal gol di Menez, inizia ad attaccare per trovare il vantaggio. Minuto 47′ Mexes si mette in proprio e conclude verso la porta, il suo tiro viene deviato dal palo e da Tachtsidis che firma una sfortunata autorete. Sembra fatta per il diavolo che ora è padrone del gioco e del risultato. Quando però tutto sembra finito, nell’ultimo dei 5 minuti di recupero assegnati dall’arbitro, ecco la disattenzione fatale. Nico Lopez subentrato a 10 minuti dalla fine, ha sul destro il punto del pareggio e non sbaglia. Se la panchina d’Inzaghi prima di questo match era calda, ora è incandescente.

Cesena-Palermo

Per dovere di cronaca dobbiamo riportare i fatti accaduti nel lunch match tra Cesena e Palermo, anche se obiettivamente è uno 0 a 0 che ha ben poco da raccontare. Al Manuzzi gli uomini di Di carlo schierano il solito modulo con tridente Defre,Djuric e Brienza. Iachini risponde con Dybala,Vazquez e Quaison, schierandosi a specchio. Le due compagini di fatto si annullano per tutta la durata della gara, le emozioni rasentano lo 0, poche occasioni da gol, poche conclusioni e poco spettacolo.

Chievo-Roma

La Roma saluta probabilmente in via definitiva lo scudetto, impattando sullo 0 a 0 in quel di Verona. Gli 11 di Garcia si sono resi protagonisti di quella che è forse la peggior partita da quando il tecnico francese siede sulla panchina giallorossa. Molti meriti vanno anche dati ai ragazzi di Maran che per 90′ hanno mantenuto alto il grado di concentrazione e rendimento, rendendo la vita pratiacmente impossibile agli attaccanti della capitale. Da riportare lo spiacevole infortunio capitato dopo 20 minuti di gioco al giovane Federico Mattiello. Il terzino scuola Juventus in uno scontro di gioco con Nainggolan subisce la frattura esposta di tibia e perone, infortunio che ricorda molto quello subito qualche anno fa dall’ex attaccante dell’arsenal Eduardo da Silva. Infortuni del genere possono pregiudicare anche una carriera ma per fortuna l’intervento chirurgico, al quale successivamente il giovane si è sottoposto, è riuscito perfettamente e la prognosi e di 6-7 mesi di stop, prima di poter iniziare la riabilitazione. A Federico Mattiello vanno i migliori auguri di pronta guarigione.

Empoli-Genoa

L’Empoli per continuare a stupire, il Genoa per non mollare il treno europeo. Le premesse per un gran match ci sono ma gli interpreti in realtà si fanno dominare un po’ troppo dalla paura di non perdere anziché dalla voglia di portare a casa un risultato pieno. La squadra ospite è in realà partita forte riuscendo a trovare dopo 27 minuti il vantaggio con Niang, che da quando è rossoblu, sembra un giocatore totalmente diverso da quello lento e impacciato visto in maglia milanista. Da lì in poi il Genoa si limita a gestire il gol di vantaggio, senza cercare di chiudere il match, l’empoli sembra invece subire senza trovare la forza per un attacco decisivo. Manca imprevedibilità e Sarri lo sa bene, nella ripresa via uno spento Saponara (che a differenza dell’ex-compagno genoano, ricorda i tempi del milan), al suo posto Simone Verdi. L’ex trequartista di Torino e Juve Stabia si mette subito in luce con giocate in velocità che mettono in difficoltà la difesa genoana. Su una sua iniziativa, al 66′ nasce il calcio d’angolo dal quale svetta Barba, subentrato all’infortunato Tonelli, che firma il gol del pareggio. La partita di fatto si chiude così con le due squadre che con il passare dei minuti si accontentano del pari.

Parma-Atalanta

Ritorno al calcio giocato (per così dire) del Parma, esordio in panchina per Reja subentrato all’esonerato Colantuono. Parma e Atalanta si trovano a giocare in un clima surreale, con un Tardini in forte protesta per le note vicende societarie che ormai stanno conquistando sempre più i titoli di giornale. Gli uomini di Donadoni provano a mettere tutto da parte per questi 90′ e giocano una gara attenta ed orgogliosa. Nei primi minuti di gioco i ducali sfiorano anche più volte il vantaggio, ma la scarsa mira degli attaccanti e la buona prestazione di Sportiello negano la gioia ai gialloblu. L’Atalanta mantiene il possesso ma non riesce quasi mai a mettere in difficoltà un inoperoso Mirante per tutta la durata dei primi 45′ di gioco. Nella ripresa il caravaccio non cambia, i bergamaschi gestiscono il possesso senza pungere, il parma in ripartenza si rende pericoloso e solo Sportiello (migliore in campo) riesce a congelare il pareggio per tutta la durata del match.

Udinese-Torino

La gara tra Udienese e Torino è anche la sfida tra i due bomber campani delle due squadre, Quagliarella e Di Natale. L’attaccante stabiese apre le danze dopo solo un quarto d’ora, legittimando un ottimo inizio della squadra granta. Passano però 2 minuti e al 17′ arriva subito la reazione dei friulani proprio con Di Natale che pareggia immediatamente il conto. Dopo la rete del pari l’Udinese prende campo e al 25′ sugli sviluppi di un corner Molinaro beffa il proprio portiere Padelli e realizza un’autorete che porta in vantaggio i bianconeri. Nel secondo tempo il Toro prova ad acciuffare il pareggio in tutti i modima al 49′ su una ripartenza è Wague a siglare la rete del 3 a 1. Sembra finita ma 20 minuti più tardi,Benassilascia partire un destro da fuori area, che dopo una deviazione s’insacca alle spalle di Karnezis. Non c’è però altro tempo per Ventura e i suoi che non portano a casa punti, interrompendo una striscia positiva che aveva riportato il Torino tra le pretendenti ad un posto europeo.

Napoli-Inter

Clima delle grandi occasioni allo stadio San Paolo di Napoli, con i partenopei chiamati al risultato per la zona Champions dopo la brusca frenata della Roma in quel di Verona. L’inter di Mancini vuole invece acciuffare la parte alta della classifica e dare continuità ad un momento propizio per i nerazzurri. I primi 45′ vedono un napoli frizzante e imprevedibile, solo Handanovic riesce ad inchiodare il risultato sullo 0-0, prima su un tentativo di pallonetto di Higuain, poi su Mertens e infine ancora sull’attaccante argentino. La seconda frazione si apre con un napoli a trazione anteriore che vuole a tutti i costi riuscire a trovare il vantaggio, dall’altra parte il duo Palacio-Icardi non disturba Andujar che ha vita facile nella prima metà di gara. Passano 5 minuti dall’inizio del secondo tempo e su un’incursione offensiva di Henrique sbuca la cresta di Marek Hamsik, che trova un gol importantissimo per la sua squadra e per se stesso. Dopo il vantaggio la partita si mette bene per gli azzurri che giocano con più sicurezza e al 63’trovano il raddoppio con una splendida rete di Hiugain, l’attaccante ex real madrid lascia partire un destro a giro da fuori area che sbatte sul palo più lontano prima di capitolare in rete. 2 a 0 e partita in discesa…O così sembra. Il napoli improvvisamente e inspiegabilmente smette di giocare, l’inter prende campo e al 72′ in mischia ha la meglio Palacio che dimezza il vantaggio partenopeo. I ragazzi di Mancini ci credono e attaccano in ogni modo per agguantare il pareggio. Il napoli arretra il baricentro, inserimento in area ancora di Palacio trattenuto però da Henrique, per Rocchi non c’è alcun dubbio, calcio di rigore e secondo giallo ad Henrique che lascia anzitempo il match. Al minuto 87 è Mauro Icardi a presentarsi sul dischetto, sguardo all’arbitro e cucchiaio che pietrifica Andujar e l’intero stadio San Paolo. Ennesima occasione sprecata dal Napoli.

Lazio-Fiorentina

Probabilmente è questa la sfida più affascinante che ci offre la 26ª giornata di serie A. Sia la squadra di Pioli che quella di Montella sono reduci da ottime prestazioni e da risultati incoraggianti, entrambe mirano al 3°posto occupato da un napoli sprecone, che può essere raggiunto dalla squadra biancoceleste in caso di vittoria, mentre per i viola una vittoria significherebbe proporsi come terzo incomodo alla conquista di un posto in zona Champions. I 3 punti in palio valgono quindi molto e sembra molto chiaro ai laziali ai quali bastano soltanto 6′, sugli sviluppi di un corner la sfera viene respinta fuori area dove un super Biglia si coordina e lascia partire un destro a volo terrificante che trafigge un incolpevole Neto. L’inizio sprint dei biancocelesti galvanizza anche il pubblico, e poco dopo è ancora Biglia, su un’azione fotocopia a trovare questa volta il montante. Termina la prima frazione di gara ma la fiorentina non è pervenuta. La seconda metà si apre com’era finita la prima, con una lazio arrembante che al minuto 65, si guadagna un calcio di rigore grazie ad una sublime giocata del solito Felipe Anderson. Dal dischetto si presenta Candreva che supera Neto e raddoppia. La Fiorentina sembra aver mollato la presa, dieci minuti più tardi anche Miroslav Klose, firma il tabellino in tap-in dopo la respinta di Neto. All’85’ ancora Klose è implacabile a tu per tu con il portiere viola, dopo uno sciagurato errore di Savic. La gara si chiude con un 4 a 0 che significa terzo posto a pari punti con il napoli.

Juventus-sassuolo

I campioni d’Italia hanno una nuova occasione per portarsi a +11 sui rivali giallorossi, per farlo dovranno superare un Sassuolo in crisi di risultati ma con una classifica che li vede ancora in zona tranquillità. I primi minuti di gioco sono a fovere bianconero, la Juve ha il possesso ma il Sassuolo si difende bene e con ordine, pochi i pericoli corsi da Consigli nella prima frazione di gioco, dove la juve non centra praticamente mai lo specchio della porta. I 3 punti in palio sono importantissimi e Max Allegri lo sa bene, striglia i suoi nello spogliatoio ma il tema non cambia, Juve bravissima in fase difensiva a non subire le ripartenze del tridente Zaza-Berardi-Sansone, ma poco incisiva in avanti, con un Morata troppo lontano dalla porta e un Tevez costretto a dover fare reparto da solo. Allegri non vuole perdere l’ennesima occasione cos al 63′ organizza una doppia sostituzione, fuori Pereyra e Morata, dentro Pepe e Llorente e squadra sistemata con un atipico 4-4-2. La nuova disposizione tattica sembra pagare, con Pepe molto bravo a superare l’uomo e crossare alla ricerca di Llorente che poco dopo la sua entrata in campo, sfiora il gol del vantaggio. La partia si sta incanalando negli ultimi 10 minuti e quando i neroverdi iniziano ad assaporare il pareggio, ecco la gicoata del campione. Pogba conquista palla sulla tre-quarti, avanza palla a piedi fino al limite dell’area di rigore e lascia partire un destro micidiale che si spegne alle spalle di Consigli. La Juve sblocca la situazione, e si avvia senza difficoltà alla vittoria nei minuti finale. +11 e scudetto che sembra praticamente conquistato, con solo 12 partite al termine del campionato.

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