Michele Andrisani : ” La mia Juve Stabia era un gruppo fantastico con un grande Presidente”

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Michele Andrisani ex calciatore di Juve Stabia ma anche Bari e Palermo ci racconta in questa intervista un pezzo importante della sua carriera:

Hai avuto una carriera importante indossando tante maglie prestigiose. Il momento più dolce del tuo percorso calcistico?

Nei miei ricordi sono incise sicuramente la vittoria del campionato con la squadra della mia città il Bari nel 1993/94 con la promozione in serie A .
Anche la stagione 2004/05 promozione in serie B con il Catanzaro.
La vittoria delle Universiadi nel 1997 con la Nazionale Italiana dove ci laureammo campioni del mondo.

Michele Andrisani due

Hai giocato con la Juve Stabia. Che cosa ti lasciato Castellammare di Stabia?

Ma anche la stagione 1998/99 a Castellammare con la Juve Stabia è un ricordo indelebile stampato nella mia mente.Disputammo un campionato straordinario. Noi, la società la meravigliosa tifoseria e tutto l’ambiente stabiese meritava la B quell’anno.Purtroppo però sappiamo come è finita al Partenio ed è quella una ferita per me dopo tanti anni ancora aperta.
Un altra stagione da ricordare è stata quella del 2001/02 quando giocavo a Taranto ma perdemmo la Serie B in una finale con il Catania.A Taranto avevamo una squadra forte con un bomber vero come Rigano’ e un talento puro in squadra come Gianluca Triuzzi mio grande amico guidati da un allenatore importante come Gianni Simonelli, un Top.

Era la Juve Stabia di Roberto Fiore. Che gruppo eravate?

Gruppo fantastico guidato da un Presidente con la P maiuscola sempre vicino alla squadra sempre disponibile una persona leale ed eccezionale. Un uomo d’altri tempi grande conoscitore di calcio.
Un aneddoto: nel tragitto che ci portava al campo dalla sede del ritiro ” Hotel dei Congressi” si cantava in pullman le canzoni della curva per stemperare la tensione e per caricarci naturalmente.

Il momento più importante in gialloble’?

Le due partite nella semifinale play off dove superammo il Giulianova soprattutto in trasferta fu una partita incredibile dominata da loro nel 1° tempo dove eravamo sotto di due gol,fummo bravi però a disputare un secondo tempo epico in cui ci fu quella splendida rimonta.
Nella partita di ritorno già dal prepartita grazie al grande entusiasmo della tifoseria con un cavallo gialloblù in campo avevamo capito che l’avremmo fatta nostra e così fu.

 Invece che cosa ti hanno lasciato dentro le maglie di Bari e Palermo?

Bari e Palermo due piazze importantissime nel panorama calcistico italiano con stadi pazzeschi e tifosi caldi e sempre presenti dove si vive sempre di calcio.
Naturalmente le ricordo con grande affetto soprattutto il Bari che tuttora è la mia squadra del cuore.

Chi è stato il compagno di campo più forte o quello che ti ha impressionato maggiormente?

Nel Bari ho avuto la fortuna di giocare con grandi giocatori cito Igor Protti persona straordinaria giocatore incredibile tra l’altro capocannoniere della serie A nella stagione 1995/96 ma anche Sandro Tovalieri e Joao Paulo.A Castellammare ricordo con grande stima e affetto tra gli altri Roberto Amodio il capitano,un guerriero ma come dimenticare le prodezze balistiche di Menolascina e Fontana o la fantasia di Totò Fresta e mi dispiace non citare tanti altri grandi giocatori come Rigano’, Corona , Eddy Baggio e Califano. Una lista lunga.

Invece un avversario….

Avversari bravi ovviamente sono stati tanti, da avversario ai tempi della Juve Stabia ricordo Lorenzo Battaglia della Nocerina ma anche Bombardini del Palermo o De Florio del Crotone all’epoca top player della categoria.Il giorno del mio esordio in serie A a Parma mi impressiono’ un grande Gianfranco Zola.

Ultima domanda. Un allenatore che ha inciso sul tuo vissuto da calciatore o quello che per te è stato fonte di ispirazione.

Devo molto a due tecnici che mi hanno cresciuto nel settore giovanile del Bari ovvero Michele Gravina e Pasquale Loseto due grandi maestri, ma non posso non ricordare Paolo Berrettini il ct del trionfo alle Universiadi,un grande sia a livello umano sia dal punto di vista tattico.

Si ringrazia Michele Andrisani per il tempo concesso per questa intervista

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