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Accordo trovato nella serata di ieri, guadagnerà otto volte quello che prendeva a Roma e sarà compagno di squadra di Guarin.

 

A tre anni e mezzo dal suo arrivo, anche Stephan El Shaarawy si prepara a salutare la Roma, destinazione Shanghai. 18 milioni, bonus compresi, il costo dell’operazione. Il Faraone se ne va con un bottino di 40 reti in 139 presenze totali.

La Roma ha deciso che Stephan non vale i 4 milioni richiesti per il rinnovo contrattuale. Tra i vari allenatori, Spalletti non lo aveva mai considerato un titolare e lo stesso Di Francesco che lo usava di più, lo ha quasi sempre escluso nei momenti decisivi (in ultimo Oporto). Nessuno dei commissari tecnici della nazionale, allo stesso modo, ha mai stravisto per lui: da Prandelli a Mancini, passando per Conte e Ventura, idee e stili diversi ma il faraone sempre ai margini. La verità è che i suoi exploit sono molto spesso arrivati contro squadre non di primissima fascia o in situazioni non determinanti. Dettagli sfuggiti a una piazza “arrabbiata” per questa cessione, ma che aiutano a spiegare la scelta di Petrachi, impopolare ma forse non troppo sbagliata.

Chiaro è anche che ora la Roma dovrà cercare un sostituto. Probabilmente si cercherà un’occasione a parametro zero o in prestito. I nomi fatti sinora sono quelli di Brahimi del Porto e Taison, già allenato da Fonseca allo Shakthar. Non deve sorprendere che le risorse e l’attenzione della Roma saranno rivolte più ad altre operazioni vista anche la presenza in rosa dei giovani e talentuosi Under e Kluivert: la palla ora passa a loro…

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