Fabio Brescia, direttore artistico del Teatro Troisi: “Il teatro è terapeutico” – Intervista

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Fabio Brescia: “Abbiamo voluto accontentare un pubblico vasto”

Attore pluripremiato, regista, conduttore radiofonico e televisivo, scrittore, Fabio Brescia è il nuovo direttore artistico del Teatro Troisi di Napoli. In questi giorni di frenetico lavoro per il poliedrico artista partenopeo, la nostra redazione ha avuto il privilegio di incontrarlo.

Buongiorno Fabio e grazie per la tua disponibilità! Innanzitutto congratulazioni per questo tuo nuovo prestigioso incarico. Quali saranno “gli ingredienti” della prossima stagione al Teatro Troisi?

Abbiamo pensato ad una stagione “popolare” nel senso lato del termine, con attori e testi molto “popolari”, spettacoli per tutta la famiglia, comici, molto comici, commedie in senso stretto, musical, one man show. Abbiamo voluto accontentare un pubblico vasto e l’andamento della vendita degli abbonamenti, considerato che la nostra stagione è uscita per ultima a Napoli, a settembre iniziato, ci sta dando ragione poiché sta andando benissimo. Inizieremo il 10 ottobre con l’amatissimo Maurizio Casagrande ed il suo divertente Atuxtu, per poi continuare con tutti gli altri importantissimi nomi che hanno voluto onorarci della loro presenza, Michele Placido, Diego Sanchez, Massimiliano Gallo, Francesco Procopio, Angelo di Gennaro, Oscar di Maio più due miei spettacoli, uno, Mpriesteme a mugliereta in scena per tutte le festività natalizie e l’altro Tre pecore molto viziose in scena a marzo.

Un abbonamento a nove spettacoli al costo di 100,00 euro. E’ ovvio che si tratta di un costo simbolico. I motivi di questa scelta?

Di teatro non si è mai arricchito nessuno. Il teatro si fa perché ti piace, perché ci credi. Il progetto del Troisi, portato avanti da Pino Oliva, il gestore, tende a rivalutare la zona, il rione Lauro di Fuorigrotta; vuole essere un polo d’attrazione per tante attività, anche sociali, didattiche. Ci saranno tantissime attività collaterali, per cui i costi della stagione potranno essere ammortizzati anche da tutto il resto del lavoro che faremo. Considera anche che è la prima stagione dopo anni di chiusura –  non potevamo uscire ad un prezzo maggiore; vogliamo lavorare sulla quantità, guadagnare tutti di meno, ma avere sempre il teatro strapieno.

Teatro Troisi stagione 2019-2020
Teatro Troisi stagione 2019-2020. Per info

Teatro Troisi, polo d’attrazione di tante attività

Corsi di teatro, musica e danza sarà l’attività svolta dal Teatro Troisi Academy volta alla ricerca di nuovi talenti. Alla luce della tua ricca esperienza, cosa consiglieresti ai giovani che intendono intraprendere una carriera artistica?

Di andarsene! Il più lontano possibile. Cominciare una carriera oggi nel nostro territorio è difficilissimo. Per quelli che invece vogliono continuare a coltivare il sogno a casa loro, sviluppare la loro passione nella loro città, la nostra Academy è affidata a Gianfranco Caliendo che la gestirà in proprio, seppur con la nostra collaborazione. I giovani devono capire che recitare oggi è una cosa complicata; per sfondare nel mondo dello spettacolo bisogna saper fare mille cose, come da sempre succede in America per esempio. Bisogna avere una cultura immensa, bisogna viaggiare, conoscere. Chi intende fare del teatro, della musica,  può apprendere certamente i rudimenti del proprio mestiere qui, ma poi deve necessariamente andare all’estero, se vuole volare alto. O se non vuole vivere del personaggino sporadico nelle fiction di camorra.

Il teatro di cui hai assunto la direzione artistica è dedicato all’indimenticabile Massimo Troisi. Hai un ricordo che ti lega a lui?

Nessuno, non l’ho mai conosciuto. Ero giovane quando morì, ero appena entrato al Sannazaro, però ricordo le lacrime di Luisa Conte quando le dissero che era morto.

Fabio Brescia
Fabio Brescia (foto di Alessio Amatucci)

Domanda ovvia e al tempo stesso complessa. Cosa rappresenta per te il teatro?

Il teatro è terapeutico. Ma se devo dirti che io ho il sacro fuoco dell’arte, sinceramente non credo di possederlo. Ho cominciato questo lavoro per caso, scelto da Geppy Glejieses per una sua produzione estiva. Mi vide in un centro culturale e mi disse che ero nato per recitare. Io studiavo tutt’altro, non ci avevo mai pensato. Gli dissi di sì con incoscienza, senza sapere a cosa sarei andato incontro. Oggi, ovviamente, lo ringrazio ogni volta che lo vedo, se non fosse stato per lui non avrei mai iniziato la carriera di attore. Ma credo che potrei vivere di qualunque altro lavoro, non sono uno di quelli che per il teatro si farebbe uccidere, guardo con distacco ciò che faccio. Forse per questo, e lo dico sapendo benissimo di essere molto presuntuoso, lo faccio bene.

Fabio Brescia scrittore. L’ultimo dei tuoi libri è “La ragazza di Terezin”, una storia feroce, struggente. Come nasce la storia di Gizèlka e Cristian?

Tutti i miei romanzi nascono da un’intuizione. Un’immagine. Un’idea cinematografica. Sono tutti scritti come fossero delle sceneggiature, o delle idee per una sceneggiatura più completa, più strutturale. Sarà la deformazione professionale, non lo so. Anche la ragazza di Terezin è stato scritto così, come un film che avrei voluto vedere sull’argomento dell’eutanasia. Ora sto scrivendo il prossimo, che sarà invece anche uno spettacolo teatrale; dovrebbe uscire nei primi mesi del prossimo anno.

La ragazza di Terezin

Tienimi per mano

La ragazza di Terezin (Homo Scrivens) e Tienimi per mano (Luciano Editore) sono in vendita anche su Amazon

 

Bene Fabio! Dunque attendiamo l’uscita del tuo nuovo libro, ma prima naturalmente ci diamo appuntamento per il 10 Ottobre al Teatro Troisi per applaudire Maurizio Casagrande in Atuxtu.

Grazie! Immensamente grazie per la tua disponibilità e MMM! Buon lavoro!

 

(La foto in copertina di Fabio Brescia è opera dell’artista Jorit Agoch)

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