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Si è conclusa domenica 11 novembre la 22a edizione di Paris Photo, la più importante fiera di fotografia al mondo.

Oltre 880 artisti, quasi 200 gallerie provenienti da 38 paesi sono state ospitate in un luogo senza compromessi di spazio e valore: lo storico e magnifico Grand Palais di Parigi. Settantamila metri quadri coronati da una straordinaria struttura in vetro in cui si fondono classicismo e modernità.

Un appuntamento per appassionati, professionisti e naturalmente collezionisti di spessore che, nonostante la pioggia incessante, ha conservato la media di 60000 visitatori.

La fiera ha ospitato opere di genere vario, storiche e contemporanee, ma tendenzialmente avanguardistico, opere dai formati più svariati, dalle miniature alle gigantografie che ricoprono intere pareti, spesso uniche e dal valore che possono raggiungere il milione di euro. Questa esposizione non è una semplice rassegna di fotografie ma un evento che nel suo insieme segna un riferimento per l’evoluzione del mezzo.

La presenza contemporanea di pietre miliari della fotografia quali Bresson, Lartigue, Adams, Weston (giusto per citarne alcuni) ed artisti emergenti creano una visione d’insieme difficile da trovare altrove. Un confronto che si approfondisce attraverso incontri tematici e dibattiti tenuti da artisti, curatori, collezionisti e critici di spicco.

Cinque i principali settori in cui la fiera è stata suddivisa.

Il settore principale, costituito da gallerie che hanno esposto opere di ogni genere, dalle iconiche di artisti storici alle strabilianti di contemporanei emergenti. Di importante rilievo la presenza della italiana Contrasto che esponeva le opere dell’artista recentemente acquisito James Nachtwey.

Il settore libri, un’ampia sezione dedicata alle case editrici più famose al mondo (Taschen, Damiani, Akio Nagasawa) che sancisce l’importanza e l’unicità della carta nell’evoluzione del mezzo e del processo creativo. Spazi in cui era possibile sfogliare libri in tiratura normale o limitata, anche delle più esclusive, con importi che potevano superare i 25000€. Naturalmente tutto acquistabile al momento e magari con dedica ed autografo da parte di quasi trecento autori presenti nel corso dei quattro giorni.

Settore Prismes, una sezione dedicata alle installazioni ed opere di grande formato, nei loro mezzi e forme più diverse.

Il settore Curiosa, una superficie di oltre 200mq curata dalla scrittrice Martha Kirszenbaum (di recente nominata curatrice alla Biennale di Venezia del 2019) situata al di sotto dello sfarzoso balcone della sala d’onore. Quest’anno Curiosa ha mostrato una selezione di immagini erotiche con il serio intento di sfidare lo sguardo dell’osservatore e stuzzicarne la percezione delle questioni di genere, di potere e di dominazione. Immancabile la presenza di opere di Mapplethorpe e Araki.

Ed infine la sezione Film, dedicata alla relazione tra momento e azione nel processo di creazione artistica.

Gli espositori sono selezionati da una commissione di rinomati galleristi ed editori in accordo con l’originalità e il contenuto dei progetti. Paris Photo è un evento sostenuto dal ministero della cultura francese e guidato da Florence Bourgeois (direttrice) e Christoph Wiesner (direttore artistico).

foto: Valerio Napoletano

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