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Antonio Paolino, chef salernitano, volto noto di programmi televisivi quali Casa Alice, Attenti al cuoco, Sereno Variabile, I piatti vostri e Detto Fatto, la settimana scorsa è stato ospite di Edijay, il canale tv di Magazine Pragma.

Antonio Paolino: “Trovare nelle proprie origini la semplicità e da lì costruire il proprio percorso”

Lo chef salernitano, seppur giovanissimo, vanta già un ricchissimo bagaglio di esperienze. Durante la diretta ha raccontato che la sua passione per la cucina, oltre che essere intrinseca nel suo DNA, nasce in realtà anche da una esigenza.

Da piccolo, all’età di 5 anni, Paolino è rimasto orfano di padre, per cui al ritorno da scuola era costretto a scaldarsi i pasti che la mamma aveva cura di preparargli la sera prima. Con il tempo, il piccolo Antonio, oltre a riscaldare i pasti della sua mamma, ha imparato a cucinare sviluppando addirittura un suo menu personale composto essenzialmente da dolci.

antonio paolino

Dopo gli studi all’istituto alberghiero, Paolino ha continuato gli studi laureandosi in tecnologie alimentari e successivamente è diventato docente presso il Campus Etoile Academy di Tuscania. Oggi lo chef Paolino è il volto noto di diversi programmi televisivi, ma nonostante la notorietà, ha conservato una grandissima umiltà. Il suo motto è “Trovare nelle proprie origini la semplicità e da lì costruire il proprio percorso”.

Antonio Paolino

“Il pomodoro è il filo conduttore della mia cucina; mi piace utilizzarlo anche in pasticceria”

Con i miei piatti mi piace trasmettere i sapori e i profumi della mia terra che è la Campania. Il filo conduttore della mia cucina è un prodotto della mia terra: il pomodoro; mi piace utilizzarlo anche in pasticceria. Tuttavia, non disdegno le contaminazioni. Per lavoro viaggio molto e spesso rendo omaggio alle terre che ho visitato accostando diverse eccellenze regionali”

 

antonio paolino

“La cucina per me è l’amore tramandato, quello attuale e quello che sarà”

“La cucina per me è un insieme di cose; è l’amore tramandato, quello attuale e quello che sarà. Dietro ad un piatto c’è sempre una storia, un ricordo, un trasferimento di informazioni sentimentali. Per me la cucina dev’essere benessere, sentimento, passione, deve appagare prima l’occhio e poi il palato.”

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