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Vi racconto la mia serata alla Festa della Pasta di Gragnano IGP e perchè bisognerebbe fare un giro con la famiglia. Ecco la mia esperienza

La Festa della Pasta di Gragnano IGP

Se dici Gragnano dici pasta. Questo accade da secoli, perchè a Gragnano le condizioni climatiche, paesaggistiche e culturali hanno donato agli uomini di questo paese una grandissima capacità artigianale nella lavorazione del grano e della pasta. Basti pensare alla Valle dei Mulini, una valle appunto che insieme alla pastadovrebbe essere patrimonio dell’Unesco per quello che ha donato al mondo.

Ed è quindi automatico che a Gragnano ci sia una Festa della Pasta. Così dovrebbe essere, ma purtroppo non è sempre così nella vita, soprattutto in Italia. Quest’anno è tornata e ci auguriamo non ci lasci più, che cresca sempre di più. Ora, però, vi racconto la mia serata tra cucine, chef, amici e pasta, ovviamente.

L’esperienza della Pasta

Arrivo con la famiglia a seguito alle 20.30 circa. Gli stands sono aperti, l’atmosfera è magica. Si festeggia la Pasta, nel territorio della pasta. Chef importanti, i cosiddetti stellati o quasi, ci attendono agli stands.

Gli stands sono delle vere e proprie cucine installate per via Roma, una strada gragnanese storica e rinomata nel mondo per la pasta.

Le delizie che ho assaggiato

Per la prima sera i primi da poter assaggiare sono 6, io ne assaggio 3 e chiaramente mi rammarico di non averli assaggiati tutti.

Ho assaggiato e degustato in ordine cronologico:

  1. gli spaghetti aglio e olio,con pomodoro San Marzano e basilico dello chef Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano), un primo preso perchè il mio piccolo di 7 anni doveva mangiare e mangia solo pasta al sugo. Temevo per l’aglio e olio, ma se lo ha mangiato mio figlio vi posso assicurare che il test è superato e alla grandissima. Lo uso per testare la vera qualità della materia prima (scherzo, ma un pò è vero!). Onestamente ero curioso dell’abbinamento, ma la pasta aglio e olio, accomodata su una passata di pomodoro San Marzano, con tanto di pomodoro nel piatto, credetemi, da il giusto peso a questi due super classici combinati egregiamente.
  2. la candela laccata di zuppa forte, yogurt di bufala e finocchietto dello chef Luigi Salomone (Piazzetta Milù), un primo preso per me, sia perchè la candela spezzata è uno dei miei formati preferiti sia perchè mi ingolosiva la nove di yogurt di bufala adagiato sul fondo, che chiaramente si scioglieva all’impatto della pasta calda che veniva riversata nel piatto. La zuppa piccante contrastava cn la freschetta del finocchietto, il tutto era semplicemente prelibato. Un piatto importante.
  3. la pasta mista con fagioli arrecanati e nduja dello chef Mario Cinque (Yacth Club Marina di Stabia), questo primo è stato preso per accontentare mia moglie, che non va certo per il sottile, ma anche qui la mente è volata in alto, quando la pasta mista e fagioli (altro super classico di ogni casa meridionale), si combinava con la nduja (liquida) e la freschezza della salvia (guarnizione che per il mio piatto, ho avuto il piacere di essere stata fatta niente di meno che dallo chef Peppe Guida!).

Quel rimpianto che non mi perdono

Mi è spiaciuto e credetemi, seriamente, non aver assggito gli altri primi della serata, ossia Il Sole nel Piatto dello chef Giacomo De Simone (Le Axidie), il mischiato con pomodori, raviulillo e friselle dello chef Andrea Napolitano (Bikini) e la pasta al pomo d’oro dello chef Giulio Coppola (La Galleria). E visto il giudizio dei primi assaggiati, sono sicurissimo dell’elevatissima qualità di questi.

Il rapporto umano

Un elemento che mi ha colpito agli stands è stato proprio il rapporto diretto, schietto e simpatico che si creava tra chi lavorava (e si sudava la maglietta), come gli chef e tutta la brigata e chi si avvicinava per mangiare, che curioso si approcciava a grandi chef del nostro territorio. Senza distinzione, dal più piccino al più anziano.

Il ticket

Tutti gli spettacoli sono gratuiti, i primi costano comprensivi di una bottiglia d’acqua da 0,50 lt, appena 5 euro e credetemi, saranno cinque ben spesi e gustati alla grande. Le porzioni poi non sono da ristoranti stellati, ma da piatti della nonna!

Sven Otten replica a Gragnano

Una nota per chi andrà alla seconda serata, quella del sabato, perchè sarà possibile vedere Sven Otten che a causa della pioggia di ieri, stasera alle 21,30 replica lo spettacolo a Piazza Amendola.

Le mie conclusioni

Chiedetemi se sono felice… La risposta è decisamente Sì! 

La festa della pasta è stata organizzata dal Consorzio della Pasta di Gragnano IGP, il cui presidente e parte attiva più che mai in questa operazione promozionale della pasta di Gragnano, è il dott. Giuseppe Di Martino, imprenditore e pastaio storici di Gragnano, che si è fatto coadiuvare da uno staff importante con a capo il dott. Maurizio Cortese (Direttore del Consorzio).

Tutte le foto della Festa della Pasta

Foto a cura di Nicola D’Auria
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