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Leoni in gabbia – I runner di tutto il mondo che, ora non possono uscire per allenarsi, sono come leoni in gabbia; scalpitano, fremono, sono irrequieti. Certo, a nessuno piace restare confinati dietro quattro mura, ma ai runner, l’isolamento richiesto per fronteggiare l’emergenza coronavirus, pesa sicuramente un poco in più.

Per un atleta, ammettiamolo pure, è molto più difficile restare fermo rinchiuso in casa, che correre i 100 km del Passatore.  Ed è proprio questa la più grande delle sfide a cui siamo stati chiamati tutti (atleti e non): Restare a casa e sconfiggere la diffusione del virus“.

Qua Run Ten A

QUA RUN TEN A

QUA RUN TEN A è la nuova rubrica dedicata ai runner in isolamento forzato.  Abbiamo raccolto le testimonianze di volti noti dell’atletica leggera: maratoneti, ultramaratoneti, mezzofondisti, velocisti, siepisti.

Tutti gli atleti intervistati hanno, naturalmente, manifestato il proprio disagio per l’assoluta mancanza di libertà e la carenza di adrenalina, ma nell’affrontare la condizione di isolamento abbiamo riscontrato sentimenti e filosofie diverse, pareri a volte discordanti e tipologie di allenamenti dissimili.

Emma Linda Quaglia

Intervista ad Emma Linda Quaglia

Ecco cosa ci raccontato EMMA LINDA QUAGLIA, maratoneta, mezzofondista e siepista che vanta 3 titoli italiani assoluti sui 3000 m siepi, 4 universitari (due sui 3 km ed uno sia sui 5000 m che sui 3000 m siepi) ed una medaglia d’oro nella Coppa Europa di maratona agli Europei di Zurigo 2014.

– Ciao Emma e grazie mille per la tua disponibilità. Domanda ovvia, quanto ti manca correre liberamente? 

Correre liberamente mi manca tantissimo. Fino a quando è stato possibile ho continuato a farlo restando nelle vicinanze di casa e uscendo ad orari improbabili per non incontrare nessuno; poi, ho sentito il clima di sfiducia e di paura nei confronti dei corridori e ho preferito lasciar perdere. La cosa che mi manca di più è il fatto di non poter andare nei boschi, sui monti. Era una cosa che facevo almeno tre/quattro volte la settimana soprattutto adesso che pratico corsa di montagna, ma in generale, correre nella natura ed in solitudine è una cosa che mi è sempre piaciuta.

Emma Linda Quaglia

 

– Come hai sostituito l’allenamento outdoor?

Mi è arrivato da pochi giorni il tapis roulant che avevo ordinato e adesso mi alleno con quello. Avevo già una spin bike che utilizzo come secondo allenamento. Correre su un tappeto non è come correre in strada, ma sono davvero felice che mi sia stato consegnato. Poi faccio stretching, core stability e potenziamento, esercizi che prima difficilmente facevo perché, ahimè!, sono indisciplinata da questo punto di vista. L’isolamento forzato mi ha regalato il tempo da dedicare a questo tipo di esercizi che normalmente mi annoiano.

Emma Linda Quaglia:”La prima cosa che farò? Correre ad oltranza e abbracciare i miei genitori”

– Quanto è importante, in questo periodo di isolamento forzato, allenare la mente, oltre che il corpo?

L’aspetto mentale è importantissimo. Quando viene a mancare l’obiettivo come può essere una gara, cala la motivazione e la tentazione è quella di lasciar perdere. Bisogna, invece, restare concentrati e per quanto possibile, mantenere la routine quotidiana. E’ un esercizio mentale importante. La mente è messa a dura prova. Correre con un muro di fronte o avanti e indietro in uno spazio di poche centinaia di metri è una grande frustrazione che però può tornare utile quando ritorneremo a gareggiare. Allenarsi al sacrificio per un maratoneta è sempre importante.

Emma Linda Quaglia

– La prima cosa che farai quando finalmente potremo mettere piede (e scarpette) fuori dalla porta.

Infilarmi le scarpe e andare ad oltranza, senza decidere il percorso, senza decidere il tempo fino a quando le gambe se la sentiranno di andare. Ho voglia di godermi “il viaggio” della corsa e ho voglia di abbracciare i miei genitori, i miei amici, i miei cari che non vedo oramai da troppo tempo.

“L’attività fisica: una passione per tanti, un lavoro per alcuni, una medicina per tutti”

– Un consiglio/messaggio/saluto ai lettori di Magazine Pragma. 

Un consiglio che mi sento di dare anche come medico sportivo è quello di continuare a fare attività fisica, perché l’attività fisica non è un capriccio, non è un divertimento, non è una cosa di cui si può fare a meno. La corsa, così come l’attività fisica in generale, oltre che una passione per tanti e un lavoro per alcuni, è una medicina per tutti. Aiuta a mantenere il corpo e la mente in condizioni migliori, ci aiuta a gestire lo stress, a dare struttura alla giornata ed allontana la noia. 

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