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Leoni in gabbia – I runner di tutto il mondo che, ora non possono uscire per allenarsi, sono come leoni in gabbia; scalpitano, fremono, sono irrequieti. Certo, a nessuno piace restare confinati dietro quattro mura, ma ai runner, l’isolamento richiesto per fronteggiare l’emergenza coronavirus, pesa sicuramente un poco in più.

Per un atleta, ammettiamolo pure, è molto più difficile restare fermo rinchiuso in casa, che correre i 100 km del Passatore.  Ed è proprio questa la più grande delle sfide a cui siamo stati chiamati tutti (atleti e non): Restare a casa e sconfiggere la diffusione del virus“.

Qua Run Ten A

QUA RUN TEN A

QUA RUN TEN A è la nuova rubrica dedicata ai runner in isolamento forzato.  Abbiamo raccolto le testimonianze di volti noti dell’atletica leggera: maratoneti, ultramaratoneti, mezzofondisti, velocisti, siepisti.

Tutti gli atleti intervistati hanno, naturalmente, manifestato il proprio disagio per l’assoluta mancanza di libertà e la carenza di adrenalina, ma nell’affrontare la condizione di isolamento abbiamo riscontrato sentimenti e filosofie diverse, pareri a volte discordanti e tipologie di allenamenti dissimili.

Domenico Ricatti

Domenico Ricatti

Intervista a Domenico Ricatti

Ecco cosa ci raccontato DOMENICO RICATTI, maratoneta e mezzofondista con presenza nella Nazionale di Atletica Leggera Italiana

– Ciao Domenico e grazie mille per la tua disponibilità. Domanda ovvia, quanto ti manca correre liberamente? Quanto mi manca correre? Immensamente! Prima dello stop preparavo la maratona di Parigi. Ero in discrete condizioni e correvo 12/13 volte alla settimana; poi niente, c’è stato lo stop, ho ridotto i miei allenamenti ad un decimo in termini di solo benessere fisico. Mi manca correre, ma chi conosce bene il valore di essere un corridore sa che privarsi significa crescere, migliorare!

– Come hai sostituito l’allenamento outdoor? Fin quando le limitazioni erano parziali e correre era consentito ho continuato a correre 12/13 km al giorno per distrarmi; poi, ho dovuto ridurre drasticamente, ma ho conservato l’idea che muoversi occupa il tempo, la mente, dona buon umore e dunque in casa con tutti i mezzi che mi vengono in mente continuo a tenermi in salute e in forma, nel limite del possibile.

Domenico Ricatti

Domenico Ricatti: “Siamo sottoposti ad uno stress che non avremmo mai pensato”

– Quanto è importante, in questo periodo di isolamento forzato, allenare la mente, oltre che il corpo? Oggi siamo tutti sottoposti ad uno stress che non avremmo mai pensato, e poiché il movimento è un grande metodo per dissipare le ansie e per regolare gli ormoni, ritengo che continuare a mantenersi in forma in maniera casalinga sia essenziale. Ognuno provi a ricorrere ai mezzi di cui dispone, giardini, balconi, terrazze, garage, o lo spazio davanti casa, all’interno dei limiti concessi e fuori dalle attenzioni dei vicini, magari in orari alternativi, finanche estremi, perché non si deve causare disagio a nessuno e di allarme sociale non abbiamo proprio bisogno.

– La prima cosa che farai quando finalmente potremo mettere piede (e scarpette) fuori dalla porta. Il periodo è logorante per tutti e anche se io mi ritengo un privilegiato e ogni giorno produco una quantità immensa di pensieri positivi verso coloro che sono in prima linea e stanno facendo il bene di tutti, beh direi che, appena potrò, mi riposerò un po’. (Ridiamo) Sì sembra uno scherzo, ma partire a bomba potrebbe essere un errore. Appena potrò, cercherò di mettere giù un programma e ricostruire piano piano una condizione di base e poi pian piano cercherò di tirarla sempre più su.

Domenico Ricatti

– Un consiglio/messaggio/saluto ai lettori del Magazine Pragma. Spero che ogni lettore dedichi qualche istante a leggere le mie parole e si soffermi cautamente sul fatto che anche in una maratona con migliaia di partecipanti, portare a termine una performance di alto livello sarebbe un risultato di grande spessore solo in relazione alle migliaia di partecipanti, aver fermato il crono su un tempo formidabile, ma in presenza di nessuno non avrebbe senso e rimarrebbe solo una nostra azione. Da questo capiamo quanto il nostro stesso esito non ha senso se fatto in solitaria, il vero valore è far parte di un fiume che scava il terreno e che disegna una valle. Solo tutti insieme potremo vivere un futuro vincente!

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