Dopo una partita durissima la Juve turiesce ad espugnare il campo del Siviglia, conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions e arrivare a giocarsi il primo posto nell’ultimo, e abbordabilissimo, turno casalingo contro la Dinamo Zagabria.

PRIMO TEMPO

La squadra di Allegri deve fare di necessità virtù, a causa dei molti infortunati, e pertanto si schiera con un 4-3-3 in cui  Alex Sandro e Cuadrado sono a sostegno dell’unica punta Mandzukic; risponde il Siviglia con un 3-5-2 caratterizzato dalla presenza in attacco dell’ex palermitano Franco Vazquez, destinato a diventare, suo malgrado, protagonista in negativo della gara. Terreno in pessime condizioni.

Dopo alcuni minuti di studio gli spagnoli, al primo tiro in porta, passano: al 9’, dopo una corta respinta della difesa bianconera, il difensore Pareja azzecca un tiro al volo dal limite, non potente ma molto preciso, che si insacca nell’angolino alla destra di Buffon. In questa fase la Juve è in difficoltà: i bianconeri sono costretti a subire l’iniziativa degli andalusi e riescono solo a produrre un tiro di Cuadrado al 19’.

Sampaoli è indiavolato e chiede ai suoi di mantenere la pressione alta; finalmente al 26’ Mandzukic riesce a concludere, fuori, dopo una ripartenza. Al 34’, tiro di Khedira, fuori. Un minuto dopo, l’episodio che dà una svolta al match: Vazquez rimedia la seconda ammonizione in 5 minuti, per falli su Cuadrado e Khedira, e viene espulso tra le ire del tecnico argentino e dei tifosi di casa.

Adesso la Juve accelera e chiude il Siviglia nella sua metà campo, ma gli spagnoli vogliono vendere cara la pelle e cercano di ribattere colpo su colpo. Questa pressione bianconera non  porta, in effetti, ad alcuna occasione; il più vivace è Cuadrado che tenta più volte di sfondare sulla destra. Finché si arriva al 45’ quando, sugli sviluppi di una palla inattiva, il difensore Mercado trattiene in area Bonucci, che cade. E’ rigore per l’arbitro, il britannico Clattenburg, considerato eccessivo dai locali ma che in realtà ci può stare, visto che si è trattato di una di quelle trattenute frequenti in area, che l’arbitro, quando vede, deve sanzionare a norma di regolamento. Sul dischetto si presenta Marchisio che non sbaglia, sia pure con un brivido perché Sergio Rico sfiora il pallone alla sua sinistra ma non riesce a respingerlo. Finisce il primo tempo dopo due minuti di recupero.

SECONDO TEMPO

Chi pensasse che la Juve d’ora in poi sarà agevolata dall’uomo in più si sbaglierebbe di grosso: Sampaoli è troppo agitato tanto che Clattenburg non ne può più e lo espelle al 56’.

Il tecnico argentino si accomoda in tribuna accanto, pare, a una sua parente (che ha anche il potere di calmarlo) e rinserra le fila con un 4-4-1 in cui i bianconeri non riescono a sfondare. L’ 1 a 1 per gli spagnoli significa primo posto sicuro e così la partita diventa molto nervosa e spezzettata. Da registrare solo un affondo di Pjanic che, al 61’, palla al piede arriva al limite ed impegna Sergio Rico. I bianconeri sono troppo contratti e dovrebbero, piuttosto, velocizzare il gioco.

Al 71’ Allegri gioca la  carta Sturaro al posto di Evra, mentre per il Siviglia entra Kranevitter per Mariano al 77’.

La partita continua a trascinarsi senza sussulti e, all’83’, Allegri decide di buttare nella mischia il sedicenne Kean, al posto di Pjanic che anche stasera non ha brillato. Gli spagnoli continuano a respingere gli attacchi juventini ma all’84’ è in agguato il solito Bonucci che si avventa su una palla al limite dell’area e azzecca un gran sinistro che, sia pure con una leggera deviazione, supera Sergio Rico. All’87’ dentro Chiellini per Cuadrado.  Il Siviglia si riversa disperatamente in avanti e crea qualche mischia in area. Tuttavia nel recupero Mandzukic ha il tempo di mettere il sigillo all’incontro con un preciso destro angolato. 3 a 1 e Juve  praticamente certa del primo posto, con il Siviglia che schiuma di rabbia.

Alla fine vittoria meritata anche se il Siviglia deve recriminare per l’ingenuità di Vazquez.

Nel complesso non una bella partita, tranne per quei momenti in cui si è infiammata. Vittoria di forza ma dagli ottavi ci vorrà un’altra Juve. Peraltro, in base ai risultati degli altri gironi, non è così certo che convenga arrivare primi per evitare le squadre più difficili: tutto è ancora molto fluido.

IL TABELLINO

MARCATORI: 9′ Pareja (S), 47′ pt (rig.) Marchisio; 39′ Bonucci (J), 49′ st Mandzukic (J)

SIVIGLIA (3-5-2): Sergio Rico; Mercado, Pareja, Rami; Mariano (32’st Kranevitter), Iborra, Nzonzi, Vitolo, Escudero; Vazquez, Vietto (1’st Sarabia). (Sirigu, Carriço, Ben Yedder, Kiyotake, Ganso) All. Sampaoli 6

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Dani Alves, Rugani, Bonucci, Evra (27’st Sturaro); Khedira, Marchisio, Pjanic (39’st Kean); Cuadrado (42’st Chiellini), Mandzukic, Alex Sandro. (Neto, Asamoah, Lemina, Hernanes). All. Allegri

ARBITRO: Clattenburg (Inghilterra)

NOTE: serata fredda, terreno in non buone condizioni. Allontanato all’11’st il tecnico del Siviglia, Jorge Sampaoli, per proteste. Espulso al 36’pt Vazquez per doppia ammonizione. Ammoniti: Mandzukic, Pjanic, Evra, Cuadrado, Iborra. Angoli: 6-5 per il Siviglia. Recupero: 3′ pt; 4’st

 

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