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Paola Gianotti, ciclista di endurance, motivational coach, scrittrice, detentrice di tre Guinness World Record

Mancano solo pochi giorni alla sua partenza per il Giro d’Italia “anticipato” – noi del Magazine Pragma abbiamo avuto il piacere di incontrare ed intervistare Paola Gianotti, detentrice di tre Guinness World Record:

  • donna più veloce al mondo ad aver circumnavigato il globo in bici in 144 giorni;
  • donna più veloce al mondo ad aver pedalato per i 48 Stati degli Stati Uniti in 43 giorni;
  • donna più veloce ad aver attraversato il Giappone in bici;

Paola è pronta a compiere il suo secondo “personale” Giro d’Italia – percorrerà ciascuna tappa del Giro d’Italia il giorno prima della data che vedrà impegnati i professionisti.

Con quest’ultima sfida Paola intende portare avanti un’importante campagna di sensibilizzazione per il rispetto e la sicurezza del ciclista in strada.

Paola Gianotti, mai smettere di sognare, anche quando la strada sembra lunga ed in salita

  • Nel 2012 è iniziata la tua seconda vita. Hai chiuso la tua azienda e ti sei reinventata. Chi era Paola prima del 2012?

Prima del 2012 facevo una vita normale. Lavoravo per una società di consulenza finanziaria – un percorso che non era assolutamente il mio – un percorso che sembrava essere predefinito e che sembrava volessero tutti. Ero una persona che aveva da una parte dei doveri, ovvero seguire ciò che la società e la famiglia si aspettava da me, e dall’altra grandi sogni che sembravano dovessero rimanere tali, irrealizzati.

  • Da dove nasce l’idea e/o l’esigenza di fare il giro del mondo in bici ed entrare nel Guinnes dei primati mondiali?

L’esigenza di fare il giro del mondo in bici nasce proprio dalla voglia di reinventarmi, di cambiare vita, ma soprattutto dal desiderio di far diventare le mie due grandi passioni, lo sport e i viaggi, il mio lavoro.

Naturalmente, solo riuscendo ad attuare un’impresa che non fosse ordinaria, come quella del giro del mondo, sarei riuscita a crearmi un nuovo lavoro.

Paola Gianotti

Paola Gianotti

  • Quanto tempo occorre dedicare agli allenamenti per affrontare prove simili?

Prima di intraprendere il giro del mondo l’allenamento è stato molto intenso. Dovevo prepararmi a stare in sella dalle 13 alle 16 ore continuative per 5 mesi. Gli allenamenti oramai sono parte della mia vita, della mia quotidianità, costituiscono una vera e propria filosofia di vita. Prima di effettuare prove importanti come il Giro d’Italia o quelle relative ai record mondiali, le ore di allenamento aumentano, ma adesso esistono delle tipologie di allenamento che consentono lavori di maggiore intensità in minor tempo. Tuttavia, un paio di volte la settimana cerco di percorrere distanze abbastanza lunghe.

Paola Gianotti

  • E il coraggio? Di quanto coraggio devi munirti prima di intraprendere una delle tue stoiche imprese?

Il coraggio sicuramente fa parte del mio DNA. Quando ho deciso di iniziare le mia avventure sapevo benissimo quali rischi potevo correre. Non mi considero una persona particolarmente coraggiosa, ma so tenere a bada le mie paure o comunque, non mi sono mai lasciata frenare da esse. Il coraggio serve per affrontare le sfide nel migliore dei modi, ma soprattutto serve a non lasciarsi frenare. La paura è un sentimento che non va annullato – senza di essa si correrebbero molti più rischi nell’intraprendere imprese come le mie.

La prospettiva cambia, l’adrenalina resta

  • 2014 Giro del mondo in bici (primo record mondiale); 2016 Tutti gli Stati Uniti in 43 giorni (secondo record mondiale); 2017 Traversata del Giappone da Nord a Sud (terzo record mondiale). Prove sempre estreme, ma diverse.Ogni impresa rappresenta per te sempre “una prima volta” o l’adrenalina, quella della “notte prima degli esami” col tempo si affievolisce?

No assolutamente! Sicuramente prima del giro del mondo, l’adrenalina era più alta; l’impresa era più impegnativa e più lunga. Quindi, era proprio come dici tu, adrenalina da “notte prima degli esami”; ti assicuro che con il tempo non si affievolisce – anche ora, a 5 giorni dalla partenza per il prossimo Giro d’Italia, l’adrenalina è sempre alta. Certo è diversa, si impara a gestirla, è più facile tenerla sotto controllo, ma ogni volta che parto per una nuova impresa l’adrenalina è sempre comunque alta.

Paola Gianotti

  • Tra qualche giorno inizierai a percorrere il Giro d’Italia anticipando di un giorno le diverse tappe che vedranno impegnati i partecipanti alla gara. L’intento è quello di promuovere una campagna di sicurezza sulla strada in favore dei ciclisti. Come nasce questa iniziativa?

Questo progetto nasce dalla volontà di voler sensibilizzare le persone su una tematica importante quale la sicurezza ed il rispetto del ciclista in strada. Si contano morti ogni 35 ore sulle strade italiane. L’iniziativa nasce in collaborazione con la ACCPI (Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani) e con Marco Cavorso che è il padre di Tommaso, un ragazzo che nel 2010 è stato ucciso da un’automobilista che ha effettuato un sorpasso, nonostante la linea continua. Insieme portiamo avanti questa campagna affinché possa essere introdotto nel Codice della Strada il divieto di sorpasso a meno di un metro e mezzo di distanza dal velocipede.

Paola Gianotti

Paola Gianotti

 

 

 

  • Negli ultimi tempi, l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente, è aumentata notevolmente. La bicicletta è sicuramente l’emblema del rispetto per la Natura, ma una bici può essere tante cose, non solo un mezzo di trasporto ecologico. Tu hai saputo fare della bici uno strumento di solidarietà. Come si può fare del bene pedalando?

Sicuramente negli ultimi tempi l’attenzione per la salvaguardia dell’ambiente è aumentata e la bicicletta rappresenta proprio un emblema importante. Si può fare del bene pedalando, innanzitutto a se stessi perché pedalare fa bene alla salute fisica e mentale. La bicicletta è sinonimo di libertà, ti permette di viaggiare, di sfidare i limiti e tutto ciò comporta benefici dal punto di vista mentale.Ho sempre pensato che la bicicletta renda felici.

Se poi si smettesse di usare l’auto per gli spostamenti e si utilizzasse molto di più la bicicletta, diminuirebbero le emanazioni gassose nell’aria e si avrebbe meno inquinamento. La bicicletta è anche un veicolo per trasmettere messaggi di valori importanti, infondere coraggio, determinazione – utile soprattutto per far capire ai ragazzi che attraverso la fatica si possono raggiungere tanti obiettivi.

La bicicletta, dunque, permette di fare del bene al pianeta, a se stessi, ma anche agli altri come nel progetto “La Speranza Viaggia in Bicicletta”, progetto solidale iniziato nel 2016 in collaborazione con l’Associazione Africa Mission Cooperazione e Sviluppo per facilitare la mobilità delle popolazioni in Uganda e per aiutare l’autoaffermazione delle donne in uno dei paesi più poveri al mondo.

  • Paola Gianotti non solo atleta straordinaria, ma anche speaker motivazionale e scrittrice. Come riesci a conciliare tutti i tuoi impegni che ti portano in giro per l’Italia e per il mondo?

Beh! Innanzitutto grazie per i complimenti! Sicuramente cerco di equilibrare i tempi da dedicare agli allenamenti con quelli da dedicare alle aziende – intendo come speaker motivazionale. Riesco a farlo perché entrambe le cose confluiscono nella stessa direzione. La bicicletta mi dona emozioni e mi detta le regole che porto alle aziende e nella mia vita. La bicicletta è il mezzo attraverso il quale traggo ispirazione per  scrivere e per tirare fuori tutto ciò che racconto in aula per motivare le persone.

Sognando l’infinito

  • Nel 2014 hai pubblicato “Sognando l’infinito” (Piemme). Un libro destinato agli sportivi straordinari come te o un libro per tutti?

“Sognando l’infinito” è un libro assolutamente per tutti che racconta la storia del cambiamento della mia vita, da quando mi sono laureata in Economia a quando ho deciso di fare il giro del mondo in bicicletta – dalla ideazione del giro del mondo alla realizzazione vera e propria. E’ un libro fatto di emozioni, un libro motivazionale.

  • Classe 1981 – Di una donna non si dovrebbe dire l’età, ma “certe donne (come te) brillano” e allora ritengo sia consentito. Come immagini il tuo futuro?

Il mio futuro sicuramente lo immagino in bicicletta proseguendo tutte le attività che ho messo in essere. Oramai la bici fa parte della mia vita e farà sempre parte di me. Continuerò con nuove sfide, a dedicare parte delle mie energie a campagne sociali come quella dell’Africa e a quella della sicurezza dei ciclisti in strada.Immagino di diventare mamma che è un sogno molto grande che spero di realizzare e poi immagino di scrivere un nuovo libro, un secondo “Sognando l’infinito”. Immagino anche di continuare a motivare tante persone, quelle delle aziende, ma anche quelle che mi seguono attraverso i social e attraverso il mio sito. Insomma, immagino di continuare ciò che ho iniziato 6 anni fa con risvolti sempre più belli.

  • E noi te lo auguriamo con tutto il cuore. Grazie Paola! A presto! Nel frattempo ti seguiremo in tutte le tappe che ti vedranno impegnata nei prossimi giorni.In bocca al lupo!

 

Paola Gianotti

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